Tata Matilda e il grande botto, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 1

In una fattoria inglese durante la seconda guerra mondiale la signora Green (Maggie Gyllenhaal), in pena per il marito impegnato al fronte e che non da sue notizie da mesi, deve riuscire a portare avanti da sola la famiglia e con doti da vera equilibrista si occupa della sua chiassosa prole, Norman (Asa Butterfield), Magsie (Lil Woods) e Vincent (Oscar Steer), della fattoria e del suo lavoro in paese presso il negozio gestito dalla stramba signora Doherty (Maggie Smith).

Se tutto questo barcamenarsi non bastasse ci si mettono anche due spocchiosi cuginetti in visita da Londra, Cyril (Eros Vlahos) e Celya (Rosie Taylor-Ritson), che dovranno passare un periodo di tempo alla fattoria e con il loro atteggiamento arrogante causeranno la ritorsione dei tre padroncini di casa,  scatenando così una guerra senza precedenti.

Chiaramente per quanto abile e volenterosa la signora Green rischia il tracollo e proprio quando la situazione sembrerà troppo disperata per porvi un qualche rimedio, ecco che alla porta bussa la provvidenziale Tata Matilda (Emma Thompson), pronta ad utilizzare tutta la magia ed il polso necessari per riportare l’ordine nell’anarchia che ormai regna sovrana alla fattoria Green.

Naturalmente l’arrivo della magica Tata non sortirà subito gli effetti desiderati, la battaglia tra le due fazioni di agguerriti e indisciplinati mocciosi non cesserà certo all’istante, ma Tata Matilda sa il fatto suo è presto la tranquillità sembrerà riconquistata, anche se per la signora Green i guai non sembrano finiti, visto che in fuga da un bel cumulo di debiti di gioco arriverà in paese suo cognato Phil (Rhys Ifans), che approfittando dell’assenza del fratello proverà con ogni mezzo a convincerla a cedergli la sua parte della fattoria, ma l’uomo stavolta ha fatto i conti senza l’oste…anzi senza la tata.

Dopo un delizioso primo capitolo, Nanny McPhee-Tata Matilda, tratto dalla serie di libri per ragazzi di Christianna Brand, autrice inglese di origini malesi apprezzata scrittrice di gialli, eccoci ad un doveroso  e prevedibile sequel, figlio di un ottimo riscontro ai botteghini per questo family-movie che passa dalle mani del veterano Kirk Jones (Svegliati Ned), alla pluripremiata regista televisiva Susanna White nominata agli Emmy per la miniserie BBC Jane Eyre.

E’indubbio che in Tata matilda e il grande botto il cambio alla regia si avverta e incida non poco sulla messinscena che come ogni sequel perde inevitabilmente un pò della magia iniziale, ma è anche indubbia la forza di questo personaggio e le dinamiche familiari ricche di uno humour squisitamente british, abilmente miscelate con atmosfere tra fiaba e family-movie capaci di divertire i più piccini, senza dimenticare un minimo di appeal per gli adulti.

Tata Matilda e il grande botto diverte ed intrattiene come ogni family-movie che si rispetti dovrebbe fare, grazie ad una protagonista efficace, un cast affiatato e un’atmosfera che ci riporta alla memoria le magiche atmosfere del classico Disney Mary Poppins, un punto di riferimento cui non si può prescindere quando si affronta l’incantevole e affollato territorio delle fiabe da grande schermo.

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