Recensione: I love shopping

di Redazione 11

Rebecca Bloomwood (Isla Fisher), una ragazza newyorkese cresciuta in una famiglia di risparmiatori abituati ad acquistare i vestiti in saldo o ai mercati, adesso che è grande ha il bisogno compulsivo di acquistare vestititi, scarpe e tutto ciò che è moda: con ben dodici carte di credito sente di avere il mondo ai suoi piedi.

Becky, come è chiamata dalla sua più cara amica Suze (Krysten Ritter) con la quale condivide il bisogno primario di spendere e spandere, ha anche un altro sogno, quello di lavorare alla rivista di moda Alette. Un giorno, un pò perché insoddisfatta del suo lavoro, giornalista in una rivista di giardinaggio, un pò perché ha bisogno di guadagnare di più (ha il conto in rosso, le sue carte di credito vengono rifiutate e ha un impiegato della società di riscossione crediti alle spalle) prova a far domanda per la rivista di moda e, non trovando lavoro, accetta di dare consigli finanziari nella rivista economica della stessa casa editrice, Far fortuna risparmiando.

In questa rivista, diretta dal giovane di famiglia ricca Luke Brandon (Huge Dancy), che si veste appositamente male per non essere valutato solo per il suo aspetto o etichettato per la sua agiatezza, Becky, firmandosi con il nome di ragazza con la sciarpa verde diventa famosa, impara a gestire i propri soldi, a frenare il proprio bisogno di acquistare e naturalmente trova l’amore.

I love shopping è una commedia romantica, indirizzata al pubblico femminile, diretta da P.J. Hogan, tratta dalla serie di best seller di Sophie Kinsella, che prova a ricalcare la fortuna di Sex and the city e Il diavolo veste Prada, senza riuscirci.

Il film, grazie alla scelta degli abiti di Patricia Field, alla colonna sonora giovane, alla fotografia vivace e luminosa, alla roboante ambientazione newyorkese e alla tematica dello shopping compulsivo, tanto cara alla maggior parte delle donne potrebbe puntare ad essere un successo, ma, sarà perché in periodo di crisi non è facile vedere gente che sperpera soldi, sarà perché le gag non divertono e la storia è fin troppo banale e lineare, non è quello spettacolo che ci si potrebbe aspettare.

Quello che non funziona nella storia è il tentativo di mescolare la simpatica idea di mostrare l’insaziabile bisogno di spendere con una storia d’amore che fa acqua da tutte le parti, poco credibile, troppo fiabesca e mal congegnata. Non solo: i dialoghi sono spesso noiosi e ovvi, i tempi comici mancano (troppi sorrisi e ammiccamenti, non sono esattamente ciò che regala pepe e brio ad una commedia) e i personaggi secondari, specie John Goodman e Joan Cusack (nei ruoli dei genitori) sono trascurati.

Concludendo: se cercate un film da guardare a casa quando fuori piove e fa freddo e non chiedete altro che una storia poco cervellotica, romantica e dall’happy end scontato I love shopping fa al caso vostro, altrimenti lasciate perdere.

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