Star Wars-L’impero colpisce ancora, recensione

di Pietro Ferraro 6

A due anni dalla distruzione della Morte Nera, l’Alleanza Ribelle si è rifugiata sul gelido e inospitale pianeta Hoth per sfuggire alle incursioni dei droidi-sonda dell’Impero, inviati dal malvagio Dart Fener per scovare e reprimere nel sangue tutti i focolai di ribellione.

Fener pur di raggiungere il suo scopo si allea con il contrabbandiere Jabba the Hutt e con alcuni cacciatori di taglie al suo servizio che hanno il compito di scovare Han Solo (Harrison Ford) debitore di Jabba e alleato della prinicipessa Leila (Carrie Fisher) e di Luke Skywalker (Mark Hamill).

Purtroppo gli sforzi dell’Alleanza Ribelle di restare defilata ai confini dello spazio conosciuto non avranno l’esito sperato, uno dei droidi-sonda imperiali troverà Skywalker e compagni e sul pianeta Hoth ben presto infurierà una battaglia contro l’esercito imperiale giunto in forze per distruggere la base dei ribelli.

L’attacco di Fener raggiungerà il suo obiettivo costringendo Skywalker e compagni alla fuga. Han Solo, il fido Chewbecca, la principessa Leila e il droide C3-PO fuggiranno a bordo del Millenium Falcon, mentre Luke a bordo di un X-Wing con R2-D2 seguirà alcune visioni avute in cui il maestro Obi-Wan Kenobi gli chiede di raggiungere il pianeta Dagobah dove vive l’anziano maestro Jedi Yoda.

Così mentre Solo in fuga dalle armate imperiali per trovare un rifugio sicuro si rivolgerà a Lando Carrisian (Billy Dee Willliams), un vecchio amico di scorribande che finirà per tradirlo, Luke completerà il suo percorso per diventare un cavalieri Jedi sotto la guida del maestro Yoda, inconsapevole che l’attende una delle prove più difficili e terribili da affrontare, la verità sul passato di suo padre Anakin Skywalker.

George Lucas a tre anni dal successo planetario del suo Star Wars prosegue la sua memorabile space-opera con L’impero colpisce ancora, stavolta visto il costo fisico e psicologico profuso nella prima pellicola chiede ad Irvin Kershner di occuparsi della regia, Kershner reduce dal thriller Gli occhi di Laura Mars dopo il film di Lucas dirigerà Agente 007-Mai dire mai remake non ufficiale delle serie dedicata a James Bond e l’action-fantascientifico Robocop 2.

Lucas decide di mescolare un pò le carte, inserisce una figura paterna sino a quel momento idealizzata trasformandola in un fardello davvero difficle da portare per il protagonista, il lato oscuro prenderà consistenza e si materializzerà in qualcosa di tangibile che va oltre la figura di Dart Fener diventando una minaccia anche per il più ligio dei Cavalieri Jedi ed evoluzione anche per il triangolo amoroso che vedeva l’egocentrico e sbruffone Solo contrapposto al dolce e idealista Luke, la principessa sceglie Solo, ma questa scelta nasce da un altro colpo di scena che il regista ha ancora in serbo per la sua saga, Leila e Luke sono fratelli ed entrambi figli di Anakin Skywalker alias Dart Fener.

Note di produzione: il film all’epoca della sua uscita non riusci a superare gli incassi del primo capitolo della saga, ma costato solo 18 milioni di dollari ne incassò in tutto il mondo oltre cinquecento. Nel film compare per la prima volta il maestro Yoda, personaggio doppiato dal regista Frank Oz e concepito con la stessa tecnica utilizzata per creare i famosi Muppets del maestro burattinaio Jim Henson.

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