Star Wars episodio 1 – La minaccia fantasma 3d, recensione in anteprima

di Felice Catozzi Commenta

All’inizio c’era Dart Fener, la Morte Nera e Luke Skywalker con la principessa Leila, ma era solo il 1977 quando uscì il primo di tre titoli della trilogia classica (quella di mezzo, per intenderci); dopo 20 anni dall’uscita di Star Wars, è nel 1997 che il primo episodio incontra le sale e -a distanza di 15 anni- vede il ritorno al cinema, dal 10 febbraio,  con una dimensione in più: Star Wars episodio I – La minaccia fantasma 3d.

Per chi avesse perso la prima uscita del titolo 15 anni fa, La minaccia fantasma è il primo capitolo in ordine narrativo della saga di Star Wars(in ordine cronologico è invece il quarto capitolo e primo prequel), dove tutto ha inizio: la galassia è regolata come un’unica repubblica e il ritorno dei sith (guerrieri potentissimi come i jedi, che sfruttano il lato oscuro della forza) con Darh Sidious che minaccia la stabilità dell’universo; attraverso una fitta e complessa trama che coinvolge una guerra tra la Federazione dei Mercanti e il pianeta di Naboo, nonché una lotta politica interna nel senato galattico, una serie di eventi porterà a uno sconvolgimento ai vertici del potere e sarà l’inizio di un nuovo periodo che si presume soltanto essere prosperoso e pacifico.

Come sappiamo, la pellicola non è certamente girata in 3d nativo: in realtà, molte scene sono state ricreate col 3d e l’effetto è di sicuro molto gradevole, non si può dare un voto massimo ma il risultato è più che valido.

Le scene più belle sono quelle della battaglia finale, sia su Naboo che nell’esosfera del pianeta, arricchita e valorizzata dagli effetti tridimensionali.

Consigliato per tutte le età, Star Wars episodio I non deve essere perso dagli amanti della saga e da chiunque abbia commesso l’insano errore di aver perso la pellicola al cinema la prima volta: film del genere trovano la massima efficacia visiva sul grande schermo e, nonostante film e saghe di fantascienza siano ormai all’ordine del giorno, Star Wars non ha paragoni.

 

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