Star Wars-Il ritorno dello Jedi, recensione

di Pietro Ferraro 3

Luke Sywalker (Mark Hamill) che ha quasi terminato il percorso per diventare un cavaliere Jedi, decide con l’aiuto dei droidi R2-D2 E C3-PO di recuperare Han Solo (Harrison Ford) che sei mesi prima era stato catturato da alcuni cacciatori di taglie e consegnato al trafficante Jabba the Hutt che lo ha trasformato in un blocco di carbonite riportandolo sul pianeta Tatooine.

Anche Leila (Carrie Fisher) che ha confessato i suoi sentimenti a Solo poco prima che il contrabbandiere finisse pietrificato ha la stessa intenzione di Luke e così travestita da cacciatore di taglie riesce ad intrufolarsi nel covo di Jabba, ma il suo tentativo di salvataggio fallisce e la principessa finisce in catene diventando una delle schiave del viscido trafficante, stessa sorte tocca ai due droidi e a Chewbecca anche loro finiti in catene.

Skywalker tenta di contrattare con Jabba la vita di Leila e dei suoi amici, ma finisce quasi divorato da un mostro della sabbia, a questo punto a salvare la situazione interviene Lando Carissian (Billy Dee Williams) vecchia conoscenza di Solo e responsabile della sua cattura, il quale infiltratosi tra gli scagnozzi di Jabba riesce a creare un diversivo che permette a Luke di sfoggiare le sue arti Jedi, così il gruppo Han Solo compreso riesce a fuggire dalla grinfie di Jabba che finisce strangolato da Leila con le stesse catene che tenevano prigioniera la prinicipessa.

Luke si divide dai suoi amici per tornare su Dagobar e terminare l’apprendistato con il maestro Yoda che prima di spirare e lasciare la sua forma corporea per unirsi alla Forza, lo informa di avergli trasmesso tutto ciò che c’era da imparare, ma per Luke le sorprese non sono ancora finite perchè la successiva apparizione del suo maestro Obi-Wan Kenobi (Alec Guinness) gli conferma che non solo Dart Fener è suo padre, ma che Leila è in realtà la sua sorella gemella.

A Luke però spetta anche il compimento di un’altra missione vitale per la salvezza dell’Alleanza ribelle, saputo della progettazione di una seconda Morte nera da parte dell’Impero, il cavaliere Jedi dovrà raggiungere con i suoi amici il pianeta Endor, allearsi con gli Ewoks il popolo che vi abita e insieme a loro disattivare lo scudo spaziale che protegge la nuova Morte nera così da renderla vulnerabile, naturalmente inevitabile sarà l’incontro/scontro con Dart Fener il quale tenterà fino all’ultimo di convincere il figlio a mettersi al servizio del Lato oscuro.

Terzo ed ultimo capitolo della trilogia originale di Star Wars, anche se in seguito Lucas numererà questo capitolo come il sesto dopo aver girato la recente trilogia di prequel. Lucas continua a supervisionare il progetto in veste di produttore e ad occuparsi Del comparto effetti speciali con la sua ILM lasciando la regia a Richard Marquand reduce da La cruna dell’ago, spy-story tratta da Follett con Donald Sutherland.

La serie comincia inevitabilmente a mostrare la corda, anche se la splendida confezione e la fidelizzazione per i personaggi ormai consolidatasi dopo due grandi film lascia che l’avventura e la meraviglia prendano il sopravvento e che l’aumento degli effetti speciali in maniera esponenziale, a discapito delle dinamiche dei personaggi, passi in secondo piano. Insomma a conti fatti un finale senz’altro degno di questo nome.

Note di produzione: Il ritorno dello jedi con il budget più elevato della trilogia (32.000.000$) vince un Oscar per migliori effetti visivi e incassa nel mondo oltre 400.000.000$ pur restando il minor incasso della saga.

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