Splice, recensione

di Pietro Ferraro 2

Clive Nicoli (Adrien Brody) ed Elsa Kast (Sarah Polley) sono due brillanti genetisti che hanno creato per un multinazionale farmaceutica un’ibrido di diverse specie animali alllo scopo di estrarne una miracolosa proteina, ma la coppia di scienziati ha raggiunto un confine difficile da non oltrepassare, un solo gradino per unire all’esperimento del DNA umano, ma a frenarne l’ambizione i limiti imposti dalla bioetica e dalla legge.

La tentazione sarà più forte dei dubbi e un passo dopo l’altro, una violazione dopo l’altra i due scienziati daranno vita ad un ibrido umano-animale che se in principio sembra destinato a morte certa, rivelerà invece una resistenza straordinaria e in brevissimo tempo si trasformerà in un’affascinante creatura che Clive ed Elsa chiameranno Dren.

Dren se nella prime fasi della sua crescita accellerata svilupperà un attaccamento verso Elsa grazie ad un naturale imprinting materno, in seguito durante quella che dovrebbe rappresentare la sua adolescenza in cui proverà le prime pulsioni sessuali sposterà le proprie attenzioni verso Clive.

Naturalmente la percentuale di DNA umano presente in Dren ben presto soccomberà all’istinto predatorio e alla repentina mutazione che il suo corpo subirà, sino a che i due scienziati non perderanno definitivamente il controllo dell’esperimento e Dren mostrerà la sua vera natura.

Vincenzo Natali, all’attivo l’ansiogeno Cube-Il cubo e l’intrigante Cypher, dimostra di essere un notevole ottimizzatore di budget e di saper maneggiare con una certa efficacia il genere fantascientifico, in questo caso aggiungendo elementi horror e suggestioni dal classico Frankenstein, il capolavoro della Shelley aleggia su tutta l’opera di Natali e questa sua inquietante rilettura hi-tech si dimostra all’altezza delle aspettative.

Splice raccoglie un bel pò di inquietudini di fine millennio e Natali le confeziona in  un suggestivo fanta-horror che omaggia diversi cult vedi gli incubi mutageni de La mosca di Cronenberg o l’elemento sessuale-predatorio della splendida ibrido umano/alieno Sil nella serie Species-Specie mortale.

Effetti speciali di alto profilo con un’intelligente commistione di CGI, make-up tradizionale e performance live-action, una coppia di protagonisti efficaci, un messaggio di fondo chiaro e messo in scena senza fronzoli, qualche sequenza disturbante e una strizzatina d’occhio al cinema più commerciale con suggestioni da B-movie.

Guillermo Del Toro che qui è co-produttore ha senza dubbio l’istinto allenato dell’appasionato e fa centro, anche se Splice da noi meritava sicuramente una collocazione meno sacrificata nella programmazione, ma come al solito l”horror viene usato spesso e volentieri a mo di riempitivo estivo, ma almeno il film è giunto in sala il che è quasi una vittoria, il consiglio è se non si ha la possibilità di visionarlo in sala è di ripescarlo comunque in DVD, perchè il film di Natali una visione la merita senza dubbio.

Commenti (2)

  1. Assolutamente d’accordo con la recensione qui sopra. La prima parte del film è imperfetta ma poco importa dal momento che la tensione sale poco dopo, progressivamente fino ad uno splendido e scioccante finale; i disturbanti colpi di scena sono il solido punto di forza della pellicola: così sanamente malati, insani al punto tale da elevare Splice a piccolo gioiello filmico. Non un film di fantascienza nè horror nè thriller ma un sapiente mix di tutti questi generi con un’intelligente aggiunta di “Ménage à trois” che rendono la pellicola una delle più originali e coraggiose degli ultimi tempi. Da vedere assolutamente! Ultra cult, molto ma molto più di The cube, colpi di scena super cult e l’unico dialogo della creatura ultra mega super cult!!!!!!!! Correte al cinema, astenersi bacchettoni grazie. Voto 8

  2. Ma come fai a dire astenersi bacchettoni e a dare 8 di voto a quel film, è un sapiente mix di nulla, la trama è scontatissima, il mostro chiaramente non poteva che uscire pseudo donna sexy (perchè cosi la sbattono in copertina ovunque facendo sembrare il film un porno di serie b) e poi prendere in giro a tal punto la scienza e gli scienziati fino ad arrivare all’abuso sessuale da parte del mostro nei confronti dei suoi creatori si casca proprio nel ridicolo. Mai una volta che si seguisse fedelmente il mondo scientifico, nei film si descrive sempre una parodia. Film e soprattutto regista molto sopravvalutati. Voto 6

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