La rivolta delle ex: recensione

di Pietro Ferraro 5

Il celebre e ricercatissimo fotografo dei divi Connor Mead (Matthew McConaughey), è oltre che donnaiolo impenitente, anche un cinico playboy che utilizza l’altro sesso come puro passatempo, ignorandone completamente il lato emotivo. Allergico a qualsiasi tipo di rapporto più lungo di un dopocena, sarà costretto a confrontarsi con suo fratello, quello buono, e il matrimonio di quest’ultimo.

Durante il weekend che precede le  nozze, il cinico Connor reincontra la sua ex Jenny (Jennifer Garner), l’unica donna che è riuscita a far breccia nel suo cuore e a lasciare un fastidioso e indelebile ricordo, quindi decide di rimediare all’incidente di percorso seducendola, e sistemando velocemente la pratica in sospeso.

Purtroppo per lui, prima che il nostro infallibile playboy porti a termine la sua missione, un terzetto di fantasmi in gonnella, tre sue ex passate a miglior vita, con l’aiuto di un quarto fantasma, il suo mitico e inarrivabile zio Wayne (Michael douglas), suo mentore e ispiratore di una vita, cercheranno di non far sprecare a Connor l’ultima possibiltà di scoprire il vero amore…

La domanda sorge spontanea, Si poteva scomodare per l’ennesima volta un classico natalizio della letteratura come Canto di Natale per l’ennesimo romance? Perche no, dopotutto in questi ultimi trent’anni abbiamo visto i tre fantasmi e il tirchio e cinico Scrooge rivisitati in mille salse, da quella disneyana a quella Muppet style, sino alla versione aggiornata agli anni ’80 con Bill Murray.

Quindi in attesa dell’ultima ipertecnologica versione 3D made in Zemeckis,  il regista Mark Waters riesuma un progetto abbandonato dalla Disney e ci regala un bell’esempio di intrattenimento leggero con un tocco di fantastico che regala a tutta l’operazione una marcia in più.

Se si continua a cercare uno spessore o velleità contenutistiche in un prodotto d’intrattenimento, sicuramente La rivolta delle ex (ennesimo pessimo titolo italiano che cancella tutta l’impronta fantastica del film) potrebbe deludervi, se invece cercate un divertissement leggero, con un paio di protagonisti belli e volenterosi, un divertito Michael douglas mai così gigione e una messinscena che miscela abilmente il genere nuziale, la comedy  ed il fantastico,  allora sicuramente vi divertirete.

Intendiamoci, non vi è nulla di memorabile nel film di Mark Waters (Se solo fosse vero, Spiderwick-Le cronache), ma come sempre la struttura narrativa del capolavoro di Dickens è vincente, e anche in questo caso, e in questa nuova salsa, fa come sempre il suo dovere.

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