La guerra dei mondi, recensione

di Pietro Ferraro 5

Ray Ferrier (Tom Cruise) padre single sta per ricevere la visita dei due figli, l’uomo dopo il divorzio non ha avuto la possibilità di costruire un qualsiasi rapporto con loro, mentre l’ex-moglie si è costruita una nuova vita e aspetta un bambino dal suo nuovo compagno.

Rachel (Dakota Fanning) la più piccola vuole molto bene al padre anche se in realtà non si fida molto di lui e delle sue capacità di genitore, Robbie (Justin Chatwin) il maggiore non riesce ancora a metabolizzare la separazione e cova molto rancore nei confronti del padre e non manca occasione per dimostrarglielo, così appena arrivato prende di nascosto l’auto ed esce senza permesso.

Di li a poco si scatenerà l’inferno, una tempesta ellettromagnetica si abbatterà sulla città e ogni apparecchio elettrico diventerà inutilizzabile, quello che a prima vista sembra un bizzarro fenomeno naturale è solo l’inizio, dopo un violento terremoto dal sottosuolo cominciano ad affiorare gigantesche macchine che cominciano ad incenerire chiunque gli capiti a tiro, mettendo a ferro e fuoco l’intera città.

Ray scampato alla carneficina e recuperati i figli riuscirà a fuggire con l’unica vettura ancora funzionante sottratta in un’officina, comincerà così per i tre un viaggio della speranza in cerca di un luogo sicuro dove rifugiarsi, prendendo lentamente consapevolaezza che l’attacco a cui hanno assistito è solo l’avanscoperta di una invasiona aliena globale.

Fare un remake di un classico come La guerra dei mondi di Byron Askin e soprattutto del romazo di H.G. Wells non era certo un’impresa da poco, così fortuna ha voluto che il progetto finisse nelle mani di Steven Spielberg che della fantascienza ha fatto in piu di un’occasione virtù, sfornando classici come la fiaba E.T-L’extraterrestre e il cult Incontri ravvicinati del terzo tipo.

Il risultato non fa certo gridare al capolavoto nonostante i mezzi messi in campo, ma rispetta appieno lo spirito della pellicola originale riportando in scena reminescenze da disaster-movie e l’incubo dell’Olocausto e della follia nazista, con l’aggiunta delle ansie del nuovo millennio che dopo gli attentati terroristici dell’11 settembre hanno inevitabilmente contaminato l’immaginario collettivo e il cinema di genere.

Il cast si prodiga a far da specchio alle ansie dello spettatore, brava come al solito la Fanning e a Cruise si chiede molto, anche troppo e in parte l’attore riesce a barcamenarsi, ma certamente l’utilizzo di un protagonista più maturo, anche attorialmente poteva regalare qualche emozione in più, comunque si comprende anche il bisogno di utilizzare un volto che attirasse in sala il pubblico più giovane.

La guerra dei mondi fa senza dubbio meglio del successivo remake di Ultimatum alla Terra, altra operazione re-cult intrigante ma non pienamente convincente e riesce comunque a coniugare in maniera efficace spettacolo e contenuti.

Note di produzione: nel cast troviamo anche Tim Robbins già partner di Tom Cruise nel classico Top Gun di Tony Scott, Tom Cruise è alla sua seconda collaborazione con Spielberg dopo Minority Report, il film costato 132 milioni di dollari si piazza nella top 10 dei film più visti del 2005 con un incasso globale di circa 591 milioni di dollari.

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