La finestra di fronte, recensione

di Pietro Ferraro 3

Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) madre di famiglia con due figli, un lavoro che non ama e un marito (Filippo Nigro) che passa da un impiego precario all’altro, fantastica sul bel Lorenzo (Raoul Bova), dirimpettaio funzionario di banca che ogni sera spia dalla finestra della sua cucina prima di andare a coricarsi.

Un bel giorno Giovanna si ritrova in casa un anziano signore in stato confusionale (Massimo Girotti) che il marito ha deciso di ospitare, almeno sino a quando non si farà luce sulla sua identità, visto che l’uomo sembra aver perduto gran parte della memoria.

Questo misterioso intruso creerà non pochi problemi al già traballante ménage famigliare della coppia, così Giovanna impaziente di liberarsi dell’inatteso ospite proverà ad occuparsi lei di rintracciarne indirizzo ed eventuali famigliari ed inaspettamente troverà un aiuto proprio in Lorenzo con il quale scoprirà che l’uomo, che dice di chiamarsi Simone, probabilmente è stato in un campo di concentramento durante la guerra.

Questa sorta di intrusione nel frustrante tran tran quotidiano di Giovanna le servirà in qualche modo per schiarirsi le idee, per smettere di subire una vita che non sente pienamente sua e mentre piccoli indizi porteranno alla scoperta di chi è in realtà il misterioso Simone, Giovanna prenderà una decisione importante che darà una coraggiosa svolta alla sua vita.

Il regista Ferzan Ozpetek dopo l’intenso Le fate ignoranti torna ad esplorare le dinamiche di coppia, inserendole stavolta in un suggestivo contesto temporale che pesca dalla memoria collettiva più dolorosa, quello della seconda guerra mondiale e della persecuzione degli ebrei, elemento che diventa una sorta di fil rouge che accompagna una storia tanto semplice quanto genuina e carica di empatia, che riesce a catturare con l’eleganza tipica del cinema di Ozpetek suggestioni che raccontano un microcosmo che ha l’ampio respiro di un cinema d’altri tempi e  l’attualità spesso frustrante della vita di tutti i giorni.

Come accade sempre gli attori diretti da Ozpetek danno il meglio e in questo caso Giovanna Mezzogiorno e Massimo Girotti svettano, mentre Filippo Nigro e Raoul Bova superano di molto gli standard cui ci avevano abituati, caratterizzando entrambi con inedite sfumature personaggi che in altri contesti sarebbero diventati dei semplici clichè.

La finestra di fronte è senza dubbio una delle migliori pellicole di Ozpetek, un gioiello curato in ogni dettaglio, vedi la splendida colonna sonora ad opera di Andrea Guerra, che oltre a mettere su schermo una tecnica notevole si cimenta con una coinvolgente poetica dell’anima che miscela passato e presente per puntare con speranzoso ottimismo verso un futuro, per quanto incerto ancora tutto da costruire.

Note di produzione: la colonna sonora, curata per la parte strumentale da Andrea Guerra che ha anche composto la hit di Giorgia Gocce di memoria, contiene brani di Nada, Mina e della cantante turca Sezen Aksu. Il veterano Massimo Girotti scomparso nel 2003 ha recitato per i più grandi registi italiani da De Sica ad Antonioni, passando per Pasolini, Zampa, Visconti e Germi. Il film ha vinto 5 David di Donatello e 3 Nastri d’argento.

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