L’amore ai tempi del colera, recensione

di Pietro Ferraro 1

Colombia 1879, sarà il caso o per chi ci crede il destino a portare Florentino Ariza (Unax Ugalde), impiegato con la passione per la poesia, in casa della famiglia Daza dove il ragazzo incontrerà la bella Fermina (Giovanna Mezzogiorno) che con uno sguardo gli ruberà il cuore. Dopo il galeotto e fulmineo incontro inizierà uno scambio epistolare tra i due in cui la ragazza sembra intenzionata a ricambiare il sentimento.

Il padre di Daza ha però in mente un’altra vita per la figlia che esuli da velleità passionali e allontana la ragazza inviandola da una cugina, qui il rapporto a distanza con Florentino terminerà e il tempo farà il resto, mentre i tumulti della guerra squasseranno il paese e il colera farà la sua comparsa tra le strade di Cartagena.

Gli anni passano, un incontro tra Fermina e Florentino (Javier Bardem) mostrerà i segni indelebili lasciati dal tempo e dalla distanza, lui le rinnova il suo sempiterno amore, lei invece segue il volere paterno sposando un giovane e affascinante medico con cui intraprenderà una nuova vita. Dal canto suo Florentino non riesce a lenire il dolore e il desiderio per una passione covata per anni, neanche uno stuolo di amanti riuscirà a fargli dimenticare l’amor perduto.

Alle pene di cuore di Florentino si aggiungerà la morte della madre e di una donna molto amata, mentre Daza ormai madre si ritrova con una vita che in realtà non ha mai voluto veramente e un marito infedele.

Passano ancora molti anni, Florentino ormai ultrasettantenne si divide fra un’amante più giovane di lui e la responsabilità della compagnia fluviale lasciatagli in eredità dallo zio, quando la notizia della tragica dipartita del marito di Daza lo riporta di nuovo davanti alla sua porta, pronto a rinnovarle il suo amore, ancora forte come quel primo giorno in cui i loro giovani sguardi si incontrarono per la prima volta.

L’inglese Mike Newell, senza dubbio uno dei cineasti più versatili sulla piazza, all’attivo una filmografia che spazia dalla comedy-romance (Quattro matrimoni e un funerale) al gangster-movie (Donnie Brasco) senza disdegnare incursioni nel fantasy (Harry potter e il calice di fuoco) e nel modaiolo cinegames (Prince of persia-Le sabbie del tempo), si cimenta con la sua prova più ardua, adattare un romanzo del Premio Nobel per la letteratura Gabriel Garcia Marquez,   punto di riferimento e simbolo per un’intera generazione.

Newell mette in campo tutte le capacità che lo hanno reso regista solido ed affidabile, rispetta appieno l’opera di provenienza, un rapporto epistolare con l’autore colombiano ha permesso un surplus di fedeltà nella trasposizione, e punta ad un casting oculato, l’intensità di Giovanna Mezzogiorno fortemente voluta da Newell e le certezze di Javier Bardem in una delle migliori interpretazioni della sua carriera.

Il resto è affidato al fattore intrattenimento, la parte più difficile, non irritare l’immensa platea di lettori che hanno amato visceralmente le pagine di Marquez e intrattenere quella di spettatori che non hanno letto il romanzo, ma cercano solo un bel film con cui emozionarsi. L’amore ai tempi del colera coniuga felicemente tutto ciò, evitando un allestimento troppo formale e rispettando lo spirito e la forza dell’opera originale.

Note di produzione: nella suggestiva colonna sonora composta dal brasiliano  Antonio Pinto tre brani della popstar Shakira, connazionale ed amica di Marquez e che lo scrittore avrebbe voluto nel film.

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