Il 7 e l’8: recensione

di Pietro Ferraro 10

Palermo, 6 Gennaio 1975, in un reparto di maternità due neonati vengono scambiati nelle loro culle contrassegnate rispettivamente con i numeri sette ed otto. Trascorrono gli anni e i due neonati sono ormai adulti e vivono le loro vite inconsapevoli dello scambio, Tommaso Scanuzzo (Salvatore Picarra) sbarca il lunario tra furtarelli e piccole truffe, invece Daniele La Blasca (Valentino Picone) è uno studente fuoricorso vessato da un opprimente padre ufficiale dei Carabinieri.

Il destino vorrà che le strade dei due s’incrocino nuovamente e che la coppia diventi inseparabile, lentamente i due intuiranno le vicissitudini che li hanno portati a vivere esistenze che non gli appartengono e scopriranno addirittura il vero responsabile dello scambio tale Gino La Monica (Tony Sperandeo), ma le sorprese non sembrano aver fine e all’orizzonte spunta un terzo padre…

Seconda incursione del duo comico made in Sicilia sul grande schermo dopo il buon esordio di Nati stanchi. Se nel primo film si puntava esclusivamente su gag e battute costruite sui fortunati personaggi del cabaret televisivo Zelig, stavolta, con il 7 e l’8 si esplora la commedia degli equivoci distaccandosi, ma non abbandonandoli completamente, dai clichè televisivi per rischiare qualcosa di più.

E questo approccio funziona decisamente bene, il percorso del duo, che proseguirà anche con il successivo La matassa, rende il progressivo abbandono dei personaggi televisivi meno traumatico per il pubblico di aficionados, ma aggiunge al tutto una gradevole nota di surreale malinconia che conquista e convince.

Il film, diretto dal duo con l’ausilio dello sceneggiatore Giambattista Avellino, ci porta su lidi decisamente più cinematografici, certo utilizzando comunque il consolidato escamotage della differenziazione caratteriale impronta tipica della coppia di comici, ma esplorando un racconto più maturo, meno avvezzo ai tormentoni e decisamente coinvolgente.

Questa ennesima prova conferma l’istinto da grande schermo di Ficarra e Picone e ci racconta di un evoluzione in atto che siamo curiosi di vedere dove porterà, nel frattempo consigliamo questa commedia per una serata all’insegna della spensieratezza e del divertimento.

Commenti (10)

  1. Aggiungerei che a farne un prodotto più cinematografico è anche la scelta del cast. Un complesso di bravi attori che hanno saputo caratterizzare bene i personaggi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>