I corti del commissario di ferro: il bastardo e l’handicappato

di Pietro Ferraro Commenta

Una città italiana, estate, un sabato afoso, come tanti, le strade semideserte, un uomo corre, trafelato, con fare incerto, un poliziotto l’insegue, l’uomo inciampa, cade, si rialza, urla qualcosa, sembra disperato. Si guarda attorno, entra in un negozio di barbiere, impreca, afferra un rasoio, minaccia il proprietario e sequestra una piccola cliente, arriva altra polizia. No, forse non è proprio un sabato come gli altri……

I cortometraggi potrebbero sembrare come i classici pacchi natalizi, oltre la confezione, di solito vistosa e ingannevole si trova solo la classica cravatta o l’ennesimo paio di guanti, così questi film in miniatura, potrebbero, solo all’apparenza, sembrare meri esercizi di stile, palestra per registi in erba, ma in realtà non è proprio così.

Condensare una serie di accadimenti in pochi minuti, spinge ad un ingegnosità narrativa e visiva che come un buon riassunto riesce a cogliere il cuore della storia, e molte volte queste strisce possono trasformarsi in lungometraggi di elevato contenuto artistico.

Il bastardo e l’handicappato (2005) è diretto e interpretato da un volto noto del panorama cinematografico italiano, Giampaolo Morelli (L’uomo perfetto, Piano 17) che ha al suo attivo film e fiction tv di successo,e come si nota da questo lavoro, una passione per un certo cinema di genere,che negli anni ’70 e ’80 ha spopolato ai botteghini.

Il progetto nasce in quel di Bologna dove i Manetti bros, si uniscono al progetto della Nauta film (L’ispettore Coliandro) e di Morelli che dimostra di saper maneggiare con una inaspettata disinvoltura la macchina da presa, che diventa la vera protagonista grazie anche ad un ottimo montaggio e coadiuvata da un gruppo di attori che sembrano divertirsi parecchio.

Giampaolo Morelli produrrà e reciterà lo stesso anno nel lungometraggio Piano 17 diretto dai Manetti bros che lo vorranno poi protagonista nella serie tv girata per la Rai L’ispettore Coliandro.

A dimostrazione del valore di questo cortometraggio,anche una serie di premi a confermarne l’elevata qualita’ sia artistica che tecnica, ma soprattutto la passione per un certo cinema, all’epoca di serie B, oggi di culto. che ha accompagnato la crescita artistica di molti cineasti e semplici spettatori che a tutt’oggi non perdono occasione di omaggiare.

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