L’armadio: Incubi made in Italy

di Pietro Ferraro 3

Un bimbo come tanti, cameretta, interno notte… un rumore, il piccolo tira la coperta fino alla testa, sbircia, un’altro rumore sembra provenire dall’armadio, silenzio… di nuovo, stavolta  più  forte e nitido… il sonno non arriva, la paura è piu forte… chi c’è  nell’armadio?

Inizia così il primo il cortometraggio in 16 mm L’armadio realizzato dall’allora studente in cinematografia Gabriele Albanesi, giovane regista dal fortunato, e non poco, percorso produttivo.

Usiamo la parola fortunato perchè il panorama horror italiano langue da molti anni e vive di centinaia di cortometraggi, decisamente amatoriali, realizzati da appassionati e da qualche autore che con sforzi produttivi notevoli e la maggior parte delle volte pescando nelle proprie tasche sfornano interessanti lungometraggi, ma il più  delle volte dai contenuti troppo autorali e decisamente poco commerciali.

L’armadio viene subito notato dalla coppia di produttori e registi Manetti bros. che lo producono e ne permettono una più vasta conoscenza all’interno del circuito horror underground, segue l’interessante cortometraggio Mummie e infine il lungometraggio iI bosco fuori, che riesce ad avere una distribuzione a dir poco miracolosa e fino ad ora impossibile per un horror italiano dall’anima decisamente splatter, grazie allo sforzo produttivo, oltre degli onnipresenti Manetti bros. anche del regista ed esperto di effetti speciali Sergio Stivaletti (che vediamo nella foto con albanesi sul set de il bosco fuori)

L’armadio già presenta uno stile e una tecnica decisamente interessanti, a livello contenutistico si pesca dalle classiche paure ataviche ed infantili, il buio, l’uomo nero, niente di innovativo insomma, ma è l’uso della macchina da presa che rivela alcune suggestioni visive e una tecnica decisamente sopra la media e ispirata ad un certo cinema indipendente anni’80.

Con il  successivo Il bosco fuori, il cinema italiano indipendente torna ad essere distribuito in America e Giappone, e sarà nientemeno che Sam Raimi (Spiderman) con la sua casa produttrice la Ghosthouse pictures ha curarne le sorti, già proprio il Raimi che condivide con Albanesi gli stessi ostici esordi dietro la macchina da presa.

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