Quel mostro di suocera, recensione

di Pietro Ferraro 7

 Viola fields (Jane Fonda) sta passando un periodo decisamente no, il suo posto di lavoro gli è stato soffiato da una giovane e rampante collega, e il figlio Kevin (Michael Vartan) decide inopportunamente di presentargli l’ennesima rivale, la bella Charlotte (Jennifer Lopez), che stavolta gli sta insidiando l’amato figlio, così tutte le frustrazioni della donna si riverseranno sulla graziosa nuova arrivata e scatterà un diabolico piano per far naufragare la storia tra i due.

L’agguerrita Viola con l’aiuto della sua fedele assistente metterà in atto una serie di accorgimenti per fa sentire inadeguata la futura nuora, lei è una pittrice con lavoro precario, lui un chirurgo ricco e affermato, poi aggiungiamoci un investigatore privato a caccia di scheletri nell’armadio e un’invadente ed agguerrita ex-fidanzata e il piano sembra infallibile.

Gli sforzi di Viola comunque nonostante l’impegno profuso risultano vani, così dopo un periodo di  convivenza forzata in cui Viola renderà la vita inpossibile alla paziente Cahrlotte, la vendetta di Remy un amico della ragazza che scoperto che l’infida futura suocera sta investigando sulla sua amica organizzerà  una vendetta a base di cani e trippa, Charlotte giungerà all’altare, ma le cose prenderanno una piega tutt’altro che romantica.

Quel mostro di suocera è una gradevole variazione sul genere nuziale, stavolta  sul piatto il secolare conflitto suocera-nuora figlio di tanti divorzi e mancati matrimoni, insomma un vero classico che il regista Robert Luketic, nel curriculum La rivincita delle bionde con Reese Witherspoon, nette in scena con indubbio mestiere e con tutti i clichè che il genere richiede.

Il cast è adeguato, i protagonisti senza particolari guizzi divertono e si immedesimano a dovere per rendere credibile e divertente una sceneggiatura non sempre puntuale con ritmi e tempi del genere, su tutti spicca la performance di  Jane Fonda, che se a volte sconfina pericolosamente nella caricatura, riesce per la maggior parte del tempo a dimostrarsi deliziosamente detestabile.

La volenterosa Jennifer Lopez fa il suo dovere, e al principe azzurro Michael Vartan gli si chiede il minimo sindacale, simpatici e ben caratterizzati anche gli attori di contorno, il resto è uno scontro al fulmicotone tra la veterana Fonda e la neo-diva Lopez, insomma è indubbio che ogni volta che la Lopez viene messa a confronto con qualche mostro sacro, vedi Il vento del perdono, i suoi limiti si palesano, ma questo è decisamente il suo genere e come la protagonista del film cerca comunque di difendersi al meglio.

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