Guillermo Arriaga, reale ed immaginario

di Massimiliano Miano 1

Venerdì 7 novembre debutta nelle sale italiane: The Burning Plain presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, per la regia di Guillermo Arriaga, e per voi prontamente visionato e recensito dal sottoscritto.

Nato dall’idea di un dramma umano che ruota intorno ai quattro elementi: terra, fuoco, acqua e aria, originariamente, doveva semplicemente intitolarsi The Four Elements. Poi, però, la storia ha preso un’altra direzione e Arriaga ha potuto mettere insieme un cast di giovani attori di talento, dominato dal fascino e dal talento di due attrici premio Oscar, come Charlize Theron e Kim Basinger.

“Mi ci sono voluti quasi quindici anni per realizzare questo film. Non è infatti possibile sedersi comodamente e scrivere una storia: devi aspettare che sia matura prima di poterla raccontare.”

Fu così che lo scrittore e sceneggiatore di origine messicana, compì la sua prima opera dietro la macchina da presa.

“Cacciatore che scrive”, come egli ama definirsi, sostiene di scrivere libri come chi lancia messaggi in bottiglia nel mare, con la rara speranza che arriveranno a qualcuno.

Nel 1991 pubblica Escuadron Guillotina. Tre anni più tardi esce Un ducle olor a muerte, e nel 2000 esce Il bufalo della notte, e la raccolta di racconti Retorno 201. Del suo lavoro dice:

“credo che l’obbligo del romanziere è quello di recuperare il senso della morte per fare omaggio alla vita”.

È come scrittore e non come sceneggiatore che sostiene di avvicinarsi al mondo del cinema, ed è il lavoro in questo campo che gli darà fama internazionale.

Ha scritto tutti i film di Alejandro González Iñárritu, Amores perros, 21 grammi e Babel. Ha inoltre scritto la sceneggiatura di Le tre sepolture di Tommy Lee Jones per cui ha vinto il Premio alla Miglior Sceneggiatura al Festival di Cannes 2005.

Il suo lavoro di narratore è stato apprezzato per l’efficacia dei dialoghi, per il suo uso delle strutture narrative e per la complessità di trame e personaggi. Temi costanti del suo lavoro sono le umane contraddizioni, il potere della vita, la forza dell’amore e la costante presenza della morte.

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