Biutiful, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Uxbal (Javier Bardem) ha due figli da tirare su e che gli sono stati affidati dopo che la moglie Marambra da cui è separato ha subito un crollo nervoso che non gli permette di accudirli, ma i problemi dell’uomo non finiscono certo qui visto che un cancro inoperabile gli sta lentamente divorando la vita, ma Uxbal è un padre devoto che non intende lasciare i figli in balia del destino.

Uxbal vive una doppia vita, quella di padre e quella sommersa che lo porta a contatto con il sottobosco della manodopera clandestina delle comunità di immigrati cinesi e africani che popolano i ghetti di una Barcellona nascosta, crepuscolare che vive e muore ad ogni tramonto.

Seguiremo l’evoluzione della malattia di Uxbal e il suo peregrinare tra angusti vicoli, scantinati e appartamenti dove i clandestini vivono stipati a decine, scopriremo l’altro volto di un padre che mentre pensa al futuro dei suoi figli si sporca le mani consapevole di dover un giorno pagarne il prezzo, ma la famiglia è tutto e Uxbal ha quasi esaurito il tempo.

A quattro anni dal corale Babel il regista messicano Alejandro González Iñárritu si separa artisticamente dal fidato co-sceneggiatore Guillermo Arriaga, per affrontare l’ultima tappa di una maturità artistica fortemente cercata e che con Biutiful diventa una realtà intensa, fatta di emozioni forti, immagini potenti e di un protagonista tanto intenso quanto realistico nel suo raccontare di una paternità fortemente sentita e di una vita che scivola via inesorabilmente.

Biutiful si pone come un nuovo punto di partenza per Iñárritu, una ricerca interiore che culmina in un singolo racconto dalle molteplici sfaccettature e dallo straordinario spessore emotivo, un degno epilogo per un percorso creativo multiplo che sino a ieri intrecciava ad arte destini e ora esplora in solitaria l’anima sofferente di un padre.

Iñárritu ha il coraggio di cambiare direzione, di esplorare altri lidi emotivi sfornando un film solido, toccante e inesorabilmente imperfetto e proprio per questo capace di arrivare dritto al cuore.

Nelle sale dal 4 febbraio 2011.

Note di produzione: il protagonista Javier Bardem per questo ruolo vince ex aequo con il nostro Elio Germano il premio come miglior attore al Festival di Cannes 2010, tra i produttori della pellicola anche Alfonso Cuaron e Guillermo Del Toro.

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