Gabriele Muccino, le lobby per vincere l’Oscar e l’esclusione di 20 sigarette

di Diego Odello 1

Gabriele Muccino, ospite ieri sera al Chiambretti Night, ha parlato della corsa all’Oscar e della scelta della commissione italiana di proporre all’Academy La prima cosa bella invece di 20 sigarette:

sicuramente quello che gli americani vogliono trovare in un film non è quello che noi crediamo; loro vogliono essere intrattenuti da un film e non vogliono studiare quando vedono un film, non vogliono applicarsi e quindi anche incupirsi, non è un motivo forte abbastanza per andare al cinema. Il cinema è fatto per intrattenere, per commuoversi, per evocare e per viaggiare. ’20 sigarette’ forse aveva tutti questi elementi, ma può darsi che non avesse una lobby forte alle spalle…

Il regista ha risposto anche alla domanda sulle presunte lobby per vincere l’Oscar:

c’è un fattore intrinseco al motivo per cui gli ebrei sono molto forti, in quando controllano il sistema degli Studios. Io in realtà direi che ho lavorato unicamente con produttori ebrei quando ho fatto i miei due film a Los Angeles. Chiaramente un film sull’Olocausto li tocca molto di più e anche da vicino, per cui la loro sensibilizzazione è evidenti.

A proposito della situazione del cinema italiano dice:

La qualità non è sempre all’altezza. I film italiani a volte sono cupi, ma a volte sono anche molto molto belli, perché ‘Gomorra‘ era un film meraviglioso, ‘Il Divo‘ era un film meraviglioso, ‘La prima cosa bella’ è un bellissimo film, ’20 sigarette’ è un altro bellissimo film, i bei film esistono. Il modo in cui si parla del cinema italiano è a volte un pochino da parte di chi il cinema non lo conosce, almeno questa è la mia impressione che mi mortifica perché è facile parlare male senza conoscere, la parola brutta è molto più bruciante e veloce della parola bella.

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