I Flintstones in Viva Rock Vegas, recensione

di Redazione 2

Fred Flintstones (Mark Addy) e Barney Rubble (Stephen Baldwin) sono agli inizi della loro lunga e solidale amicizia, ancora scapoli si sono appena laureati alla Bronto Cane Accademy e lavorano alla cava di Bedrock.

Wilma Slaghoople (Kristen Johnston) invece sta vivendo un momento molto difficile, è triste perche la sua famiglia ha già deciso per il suo futuro e chi dovrà sposare a breve, si tratta del richissimo e noiosissimo Chip Rockfeller (Thomas Gibson), ma Wilma decide di correre ai ripari e fugge a gambe levate da un matrimonio combinato e una vita infelice.

Wilma a Bedrock sbarca il lunario lavorando al Bronto King, qui conosce Betty O’Shale (Jane Krakowski) che diventerà la sua migliore amica, e qui incontrerà anche Fred che si innamorerà perdutamente di lei. Anche Betty però non sarà da meno e troverà il partito ideale nel simpatico Barney. I quattro decidono così di passare un romantico week-end nella scintillante Rock Vegas, ma Pearl ( Joan Collins), la madre di Wilma, e Chip mollato a pochi giorni dal matrimonio, tramano nell’ombra…

Il regista Brian Levant, specialista in family-movie, suoi il simpatico Beethoven e il discreto Io, Lei e i suoi bambini, dopo un primo capitolo baciato dal successo ai botteghini rimette su il carrozzone Flintstones e sforna una simpatica e decisamente kitsch seconda puntata.

Trasporre su schermo uno dei più famosi e amati cartoon dell’accoppiata Hanna & Barbera non è stata cosa semplice, insomma il mondo dei simpatici cavernicoli era stracolmo di trovate veramente sorprendenti con quella sua spassosa versione primitiva della società americana degli anni ’50.

Levant fa il suo dovere, ma il film si assesta sul simpatico e palesemente indirizzato ad un pubblico di bambini, per carità l’operazione è lodevole, ma l’utilizzo di tecniche miste, comaputer animation, live-action ed effetti speciali animatronici rende il film un pò troppo carico.

Aggiungiamoci un’inevitabile recitazione enfatica dei protagonisti, a proposito buona performance della nuova coppia Addy/Baldwin, ma John Goodman e Rick Moranis erano un’altra cosa, ed ecco che il film diventa un’ambiguo ibrido che volendo accontentare tutti, alla fine miete vittime tra le fila del pubblico più adulto.

Comunque sia sequel/prequel più dinamico del predecessore, simpatici e fantasiosi gli strambi marchingegni dei cavernicoli, volenterosi  i protagonisti, rimane il fatto che I Flintstones in Viva Rock Vegas, nonostante il notevole sforzo produttivo rimane un film consigliato ai più piccini.

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