Deadfall, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro Commenta

Addison (Eric Bana) e Liza (Olivia Wilde), fratello e sorella, sono in fuga da una rapina ad un casinò quando un incidente d’auto uccide il loro complice e lascia entrambi nel bel mezzo di una tormenta di neve, a diversi chilometri dal confine canadese. Dopo aver ucciso un poliziotto intervenuto per soccorrerli i due si dividono, Addison si dirigerà verso l’interno della foresta, mentre Liza cercherà un passaggio in autostop.

Altrove l’ex-pugile Jay (Charlie Hunnam) viene rilasciato in anticipo dalla prigione per buona condotta e una volta fuori chiama i suoi genitori, June (Sissy Spacek) e lo sceriffo in pensione Chet (Kris Kristofferson). Il ragazzo vorrebbe trascorrere con loro il Ringraziamento e sulla strada per casa incontra Liza, che scoperto che la famiglia di Jay abita nei pressi del confine, trova il modo di farsi invitare e comunica al fratello l’indirizzo.

Il regista austriaco Stefan Ruzowitzky, Premio Oscar per Il falsario – Operazione Bernhard, dopo un’incursione nel fantasy per famiglie con Maga Martina e il libro magico del draghetto debutta nel suo primo film hollywoodiano con un solido thriller che si evolve tra suggestivi paesaggi innevati e uno script di Zach Dean che maneggia con estrema cura suggestioni crime.

Deadfall sulla carta avrebbe potuto svolgersi in un canonico canovaccio da intrusione domestica con ostaggi, invece il film di Ruzowitzky lascia che quella parte si sviluppi negli ultimi tesissimi minuti e invece per la parte iniziale e centrale della pellicola si dedica a caratterizzare i quattro personaggi principali: il criminale con un’etica della famiglia del bravissimo Bana, la bellissima e traumatizzata Liza di una sorprendente Olivia Wilde, il tormentato ex-pugile di Charlie Hunnam che sfrutta reminiscenze del suo Jaxx della serie tv Sons of Anarchy e infine la graziosa Kate Mara, poliziotta intelligente le cui ali vengono tarpate dall’ostracismo di colleghi maschilisti capeggiati dal padre sceriffo.

Deadfall può contare su un cast superlativo, una sceneggiatura ben equilibrata e una regia solida, insomma una gradita sorpresa che pur rispettando in toto tutti i clichè del genere e senza particolari guizzi, si rivela godibile e davvero piacevole da guardare, suggestive location incluse.

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Note di produzione: nel cast figura anche il veterano Treat Williams; la colonna sonora è di Marco Beltrami; il film ha fruito di un budget di 12 milioni di dollari.

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