Costantin Costa-Gravas: un cineasta militante

di Pietro Ferraro 2

Costantin Costa-Gravas cineasta greco classe 1933, dopo il trasferimento in Francia, dove studia lettere e cinema, nel 1965 gira il suo primo film europeo, Vagone letto per assassini, con  Yves Montand che diventerà il suo attore feticcio per tutte le produzioni europee.

Regista impegnato e provocatorio, si distingue  con Il 13° uomo, dramma che affronta la seconda guerra mondiale, mentre con Z-l’orgia del potere pone l’accento sulla politica e la dittatura del suo paese d’origine vincendo un Oscar come miglior film straniero nel 1969.

Nel 1970 ancora dittatura, stavolta filo-sovietica nel suo La confessione, seguito nel 1973 da Amerikano, denuncia sull’appoggio degli Stati Uniti ai regimi autoritari del Sudamerica. Nel 1975 affronta il governo francese di Vichy ne L’affare della sezione speciale, il regista si avvale di un grande cast tra cui spiccano Burt Lancaster, Orson Welles e Michel Piccoli.

Nel 1982 gira Missing-scomparso, ennesimo atto di denuncia contro il governo Pinochet, Jack Lemmon e Sissy Spacek alla ricerca del figlio giornalista scomparso nel nulla.

Gli anni ’80 proseguono con i drammatici Bertrayed-tradita e Music box-prova d’accusa, negli anni ’90 il regista torna all’impegno e al cinema di denuncia con il provocatorio Amen e Mad City-assalto alla notizia, sarcastico ritratto del pericoloso strapotere dei mass-media.

Dopo l’ottimo Cacciatore di teste del 2005, dal 6 marzo 2009 nei cinema italiani approda fresco di Berlinale l’ultimo e controverso lavoro del regista, Verso l’Eden, con un inedito Riccardo Scamarcio che oltre che protagonista ha anche co-prodotto la pellicola.

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