Andrzej Wajda: la storia nel cinema

di Pietro Ferraro 6

Cineasta  polacco, nasce a Suwalky (Polonia) il 6 Marzo 1926, impegnato nella crescita artistica e nella rinascita politica del suo paese, è stato negli anni testimone dell’evoluzione di un cinema sempre al passo con i tempi del proprio paese e con uno stile rarefatto ed elegante si è guadagnato il plauso del pubblico e della critica internazionale.

Gli esordi sono come aiuto-regista, poi il suo primo lungometraggio datato 1955 Generazione, incentrato sulle gesta della resistenza polacca, seguito da I dannati di Varsavia (1957) e da quella che è considerata uno delle sue opere più riuscite ed intense sugli orrori della guerra,Cenere e diamanti (1958).

Gli anni ’60 lo vedono esplorare il mondo della gioventù polacca con Ingenui e perversi (1960), l’occupazione nazista con Sansone (1961), il romanzo storico con Ceneri (1965) ed il cinema nel cinema con Tutto in vendita (1968).

Gli anni ’70 si aprono con la Polonia post-bellica di Passaggio dopo la battaglia (1970), seguito dal poetico Le nozze (1972), il televisivo La classe morta (1977), l’impegnato L’uomo di marmo (1977) e si concludono con il politico Direttore d’orchestra (1979).

Gli anni ’80 lo vedono cimentarsi nuovamente con l’impegno sociale e la ricostruzione storica ne L’uomo di ferro (1981), dirigere Gerard Depardieu nello storico Danton (1982), e trasporre sullo schermo I demoni (1987) di Dostoevskij.

Gli anni ’90 lo vedono senatore nonchè direttore del teatro di Varsavia, dopo la biopic sul medico ed educatore ebreo polacco Henryk Goldzmith, Doctor Korczac (1990), nel 1994 è la volta di Natasha seguito dal letterario Pan Tadeusz e da un Oscar alla carriera che chiude degnamente il decennio.

Dal 13 Febbraio 2009 nei cinema italiani arriva l’ultimo lavoro del regista, Katyn, candidato agli Oscar come miglior film straniero, questo film è un poderoso e sentito atto di denuncia su di una sconosciura e atroce pagina nera della seconda guerra mondiale, un atto dovuto e necessario.

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