James Franco: non solo Harry

Le sue origini sono estremamente eterogenee: italiane, portoghesi, svedesi. questo suo “essere multiformre” potrebbe averlo ispirato nella scelta della carriera da intraprendere. Fratello di David e Tom, ha studiato inglese alla UCLA, e poi si dedica anima e corpo alla recitazione.

Non passa molto tempo che arriva il debutto in tv in un episodio di Pacific Blue, poco dopo quello al cinema nella commedia Mai stata baciata. Sempre in televisione prende parte a Freaks and Geeks, anche se la serie viene poi sospesa.

Il suo volto e le sue capacità lo rendono l’interprete ideale per il film James Dean, ovviamente nel ruolo di protagonista. La partecipazione al film gli vale il Golden Globe come migliore attore protagonista, segnando una svolta notevole nella sua carriera.

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Gabriele Salvatores: cineasta da romanzo

Prima di dare fondo alle notizie, e sono molte, raccolte per questa monografia, spendiamo due parole per uno dei più originali e spiazzanti registi italiani, Gabriele Salvatores, che con il suo Mediterraneo, ha rappresentato l’Italia nel mondo accaparrandosi un Oscar, ma non si è mai adagiato sul filone che lo ha così tanto gratificato, non ha soffiato su un fuoco per goderne fino all’ultimo il calore creativo, ma ha rischiato, esplorato, sperimentato generi, concetti, suggestioni, a volte con risultati discutibili, ma mai risultando banale, mai propinandoci una minestra riscaldata e in tempi pre-Gomorra, artisticamente aridi, ogni suo film innescava nuove domande, esplorava nuove strade, sempre con un’impronta registica immediatamente riconoscibile.

Salvatores nasce a Napoli il 30 Luglio del 1950, ma è Milano dove si trasferisce giovanissimo che lo forgia artisticamente, diploma al liceo Beccaria e poi il teatro, palestra di  anima e concetto, e Salvatores prima si iscrive all’Accademia del Piccolo Teatro, poi cresciuto e artisticamente maturo fonda il Teatro dell’Elfo è il 1972, dove saggia le sue capacità, dirigendo diversi spettacoli, che per contenuti e concezione visiva venivano allora definiti d’avanguardia, un’esperienza che porterà avanti fino al 1989.

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Scott Derrickson: Ultimatum ad Hollywood

Scott Derrickson è uno di quei registi poco conosciuti, ma dotato di una tecnica notevole nonchè di una predisposizione registica per il fantastico, genere in questo caso inteso nel più ampio significato possibile toccando cioè tutti i generi che ad esso si legano o che ne sono debitori, come l’Horror, il thriller sovrannaturale, o la fantascienza.

nel suo curriculum scolastico abbiamo  studi  di teologia, comunicazione e cinema presso la Biola university in California, seguiti da un master presso la USC School of Cinematic Arts, il suo esordio dietro la macchina da presa è con il cortometraggio Love the ruins, in veste oltre che di regista anche di produttore e sceneggiatore, e in questa tripla veste lo si vedrà in molti suoi lavori a testimoniare una totale e professionale preparazione che lo contraddistingue.

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Jennifer Connelly

Jennifer Connelly è bellissima, lo era quando ha iniziato la sua avventura nel mondo del cinema, lo è ora, che l’avventura continua, con sempre maggiore entusiasmo. Il suo nome è legato a quello di pellicole come Labyrinth, il film fantastico di Jim Henson del 1986, o a quello di Sergio Leone, che l’ha diretta nel capolavoro C’era una volta in America.

Niente male come inizio, dopo un pre-inizio come modella nel campo della pubblicità; Labyrinth, che sfoggiava un David Bowie in grande spolvero, è un film fantastico, un viaggio in un mondo fantasy i cui tratti inquietanti sono diventati cult.

Collabora, nel 1985, con Dario Argento, recitando accanto a Daria Nicolodi e a Donald Pleasence in Phenomena. Fa uno strano effetto pensarla su un filo diretto che collega un lontano Dario Argento a un certamente più attuale Darren Aronofsky.

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Nina Foch è morta

E’ morta a Los Angeles, all’età di ottantaquattro anni, Nina Foch: l’attrice olandese è deceduta venerdì al Ronal Reagan Ucla Medical Center per complicazioni da mielodisplasia di cui soffriva. A rivelarlo è stato il figlio Dirk De Brito al Los Angeles Times.

Nata a Leyda il 20 aprile del 1924, Nina (che è stata anche assistente alla regia e regista per la tv) è diventata famosa per Executive suite per il quale fu nominata all’Oscar come miglior attrice non protagonista e fu designata vincitrice per il National Board of Review nel 1954 (il film tra l’altro venne premiato con il premio speciale della giuria al Festival di Venezia).

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Keanu Reeves: da riserva ad Eletto

Keanu Reeves è uno di quegli attori, che con gli anni, ha saputo tramutare una bellezza che poteva fossilizzarne carriera e ruoli, in un valore aggiunto, il tutto seguito da una oculata scelta di copioni, senza mai dimenticare il divertimento che del recitare è parte vitale. E’ infatti una certa ironia, non facilmente intuibile, che ci fa apprezzare questo attore, che anche quando vola a mò di Superman attraverso i cieli digitali di Matrix, o salta di palazzo in palazzo abbattendo elicotteri, ha quell’aria sorniona e concentrata che lo rende credibile quel tanto che basta per convincerci dei suoi superpoteri e delle sue innate abilità attoriali.

E’ proprio come diceva Al Pacino, quando descriveva il suo personaggio di avvocato rampante nel thriller sovrannaturale, L’avvocato del diavolo, Keanu Reeves ha l’aria vincente dello stallone del sud con gli stivali da cowboy ai piedi del letto. Si, che sia un vincente questo è fuor di dubbio, ma come tutti i talentuosi ed i vincenti anche il suo carattere è una commistione di istrionismo e sregolatezza, connubio che lo ha portato a vivere una vita spinta al massimo, col rischio di bruciarsi in fretta, ma cominciamo con ordine, facciamo un salto indietro nel tempo, è il 2 Settembre 1964…

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Fabiomassimo Lozzi: tra cinema e teatro

Il cinema indipendente d’autore italiano, a volte può sembrare in cattive acque o moribondo, ma la sua forza motrice rappresentata da tanti autori, se ci permettete l’espressione, militanti è sempre in fermento, un fermento creativo che ogni anno ci permette di godere di opere di un certo spessore, come lo sono i film di Fabiomassimo Lozzi, duri, senza filtro, opere che scavano nell’intolleranza con la foga di chi vuol essere ascoltato, senza mai nascondere un messaggio d’amour fou sempre in superficie.

Lozzi vive tra Roma e Londra con il suo compagno Richard, laureato in metodologia della critica dello spettacolo è quello che possiamo definire un artista poliedrico, studia sceneggiatura, regia, scrittura teatrale, bagaglio tecnico notevole che utilizza appieno dietro la macchina da presa, sfornando opere eccelse dal punto di vista tecnico oltre che contenutistico.

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Tobin Bell: il successo di un enigma

Qualcuno lo conosce solo come il volto di John Kramer/Jigsaw, conosciuto in Italia come l’Enigmista. Effettivamente è quello il ruolo a cui lo associamo con più facilità negli ultimi anni, almeno per quel che riguarda il grande schermo. Il fatto è che Tobin Bell ne ha fatte veramente tante.

Tobin Bell è nato nel Queens nel 1942. Lo abbiamo visto micidiale, malato e poi addirittura come oggetto di un’esplicita autopsia nella saga Saw; il fatto è che un’autopsia dell’uomo Tobin Bell è un’impresa tutt’altro che agevole.

Bell è cresciuto nel Massachussets dove ha studiato presso la Boston University; si è formato niente meno che alll’Actors Studio di New York con Lee Strasberg. Da lì inizia una carriera molto lunga, che inizia a gran voce con Mississippi Burning – Le radici dell’odio (Mississippi Burning), diretto dal grande Alan Parker, per arrivare al futuro prossimo con Saw VI, già in programma, e Stalked, annunciato per il 2009.

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Peter Marcias: Lo sguardo della gente comune

Peter Marcias nasce ad Oristano il  5 Dicembre del 1977, regista dall’anima indipendente e dalla tecnica documentaristica, ama i progetti arditi e il racconto di strada, si potrebbe definire a livello cinematografico un viaggiatore, un cercatore d’immagini che fotografino la società, istantanee di volti e pensieri di vita vissuta, un indipendente dall’ottima capacità registica ed una perseveranza, visti i problemi a livello distributivo che affligono il cinema italiano, veramente ragguardevole.

Artisticamente Marcias, proviene dal mondo della pubblicità, ha girato vari spot, videoclip musicali e alcuni documentari, laureato in regia cinematografica, ha studiato sceneggiatura a Roma e Bologna, con insegnanti del calibro di Vincenzo Cerami, ha al suo attivo molti cortometraggi, tra cui ricordiamo La recita (2000), Il regalo (2001), L’alba (2002), Il canto delle cicale (2004), tutti cortometraggi partecipanti a vari festival internazionali.

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Rodrigo Garcia: Quello che le donne non dicono

Rodrigo Garcia, regista colombiano nasce a Bogotà il 24 Agosto 1959, figlio del celebre scrittore Gabriel Garcia Marquez, è uno di quei registi che conosce a fondo il mezzo tecnico oltre a quello artistico, la sua peculiarità registica ha l’anima del racconto corale, e una sensibilià che gli permette da uomo di raccontare le donne, senza stereotiparle, ma cogliendone con l’obiettivo l’anima più intima e le emozioni ben nascoste sotto la superficie, svelandone vizi e virtù, ma sempre con quel tocco elegante e fortemente caratterizzante.

Garcia si fa le ossa sul campo, i suoi esordi dietro la macchina da presa sono come operatore in film come il melo’ romantico II profumo del mosto selvatico, e la commedia Piume di struzzo, una palestra di un certo spessore, dove il regista esplora e approfondisce alcune tecniche di ripresa di cineasti  stilisticamente molto diversi tra loro come Alfonso Arau e Mike Nichols.

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Jerry Calà, una storia nel cinema

La filmografia di Calogero Calà , nato a Catania, il 28 giugno 1951 è veramente sconfinata. Lo conosciamo tutti col suo nome d’arte, Jerry Calà, nome che ha adottato come auto-etichetta fin dai tempi degli esordi, quelli in cui la sua carriera di attore iniziava a decollare con i Gatti di Vicolo Miracoli.

Nasce a Catania, originario di San Cataldo in Sicilia vira poi su Verona; là frequenta il liceo classico Scipione Maffei, dove il destino vuole che incontri i suoi compagni di avventura, che diverranno successivamente i Gatti di Vicolo Miracoli.

L’obiettivo di Jerry non è cambiato molto nel corso della sua carriera: la risata. Jerry ha fatto ridere il pubblico italiano nelle vesti di attore, sceneggiatore e regista. Celeberrime alcune sue frasi, divenute, col tempo, dei veri e propri tormentoni.

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I volti di Thomas McCarthy

Thomas Joseph McCarthy è un attore e regista americano classe 1966. Esordiesce nel mondo dello spettacolo negli anni Novanta, “saltando” in modo alternato dal cinema alla televisione. Inizialmente attore, lo abbiamo visto tutti in tanti film famosi, anche se non sempre in primo piano.

Dopo essersi diplomato nel 1988 presso la New Providence High School a New Providence, nel New Jersey, Thomas ha frequentato il Yale School of Drama. Presto iniziano le sue apparizioni sul grande schermo che, in un crescendo di successo, lo porteranno, in questi ultimi anni, alla regia.

Vi ricordate ad esempiodi Brad, nel film 30 Days, del 1999? Oppure preferite figurarvelo come il Dr, Bob Bank di Ti presento i miei. Nel 2005 lo troviamo due volte a fianco di George Clooney , ora impegnato nella realizzazione del film Good Night, and Good Luck, nel ruolo di Palmer Williams, e successivamente nel bellissimo Syriana.

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Mike Leigh: la classe operaia va in paradiso

Mike Leigh è il regista del quotidiano, come il collega Ken Loach testimonia lo svelarsi di una normalità che ci circonda, i personaggi dei suoi film sono gente comune, operai, casalinghe, impiegati, che ogni mattina al suono della sveglia affrontano i piccoli grandi problemi di tutti i giorni,le scadenze, i figli, la disoccupazione, la vita matrimoniale. Leigh non trasforma i suoi personaggi in eroi per caso o testimonia la loro metamorfosi in qualcosa di meglio, ne osserva i gesti, i pregi ed i difetti dell’essere umano calato in situazioni e ambienti dall’imbarazzante banalità, nessun sogno americano, ma solo ed esclusivamente british life.

Mike Leigh nasce a Manchester il 20 Febbraio 1943, la sua infanzia è influenzata notevolmente dal nonno fotografo, trasferitosi a Londra frequenta la London film school che grazie ad una vasta gamma di materie che comprendono pittura, recitazione, disegno e scenografia da al giovane Mike una formazione completa che gli permetterà un approfondito approccio al mestiere di regista.

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David Hackl: una vita accanto a Saw

Il suo nome è legato indissolubilmente a un altro, inquietante nome: Saw. Hackl ha infatti svolto il ruolo di designer di produzione e second unit director in Saw II, Saw III, e Saw IV. Dopo tanta fedeltà alla serie Saw, Hackl svolge il ruolo di regista per l’ormai prossimo Saw V.

Come production designer ha lavorato, oltre alla succitata saga, a film come Repo! The Genetic Opera , Outlander , Skinwalkers, Starhunter, Lexx, e Jerry and Tom.

Ha inoltre lavorato come direttore artistico in Mary Silliman’s War, mentre per la televisione ha collaborato a produzioni come Redemption: The Stan Tookie Williams Story o alla mini serie The Grid.

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