B-cult, In compagnia dei lupi

di Pietro Ferraro 4

Oggi B-cult d’annata con la fiaba dark datata 1984 In compagnia dei lupi del regista inglese Neil Jordan, viaggio onirico attraverso la sessualità adolescenziale virata al femminile e filtrata attraverso gli stilemi del racconto gotico e il mito della licantropia con l’aggiunta di suggestioni  in chiave horror dalla fiaba di Perrault Cappuccetto Rosso.

Il racconto esordisce con una ragazza intenta ad ascoltare i racconti/ammonimenti di sua nonna che attraverso alcune storie cerca di trasmettere alla nipote, reduce dalla tragica e violenta perdita della sorella sbranata da un branco di lupi, lezioni di vita per sopravvivere al lupo celato in diverse e insospettabili vesti, tutte egualmente insidiose.

Il film di Jordan è tratto da un racconto della scrittrice britannica Angela Carter e miscela elementi dal libro La camera di sangue e dal suo successivo adattamento radiofonico La compagnia dei lupi. la Carter collaborò con Jordan alla stesura della sceneggiatura, questo è il secondo film del regista inglese che aveva esordito due anni prima con il dramma Angel.

Nel cast del film compare nel ruolo della nonna l’attrice Angela Lansbury nota al grande pubblico per la serie televisiva La signora in giallo e Stephen Rea che nel 1993 sarà protagonista de La moglie del soldato sempre diretto da Jordan, ruolo che gli varrà una nomination agli Oscar comer miglior attore protagonista.

La prima metà degli anni ’80 sarà un periodo particolarmente fortunato per i licantropi protagonisti di due cult come Un Lupo Mannaro americano a Londra di Landis e L’ululato di Dante entrambi del 1981, una rivisitazione in chiave fantastica con il remake del 1982 Il bacio della pantera e un adattamento del 1985 del romanzo breve di King Unico indizio la luna piena.

Da rivalutare perchè: una fiaba gotica con effetti speciali notevoli ed intriganti elementi horror che ha mantenuto praticamente intatto tutto il suo fascino.

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