B-cult, Altri uomini

di Pietro Ferraro 1

Oggi nella rubrica dedicata al cinema di genere e ai film che vale la pena di riscoprire tralasciamo i grandi B-movie di sempre per ospitare il crime tutto italiano Altri uomini, diretto negli anni ’90 dal regista e produttore Claudio Bonivento e che vedeva al fianco del protagonista Claudio Amendola un corposo cast di caratteristi poi passati in pianta stabile alla fiction, vedi Tony Sperandeo e Ricky Memphis, imitati poi dallo stesso Amendola in questo film davvero efficace e anni prima dell’involuzione catodica da Cesaroni.

Prima che Michele Placido raccontando le gesta della famigerata Banda della Magliana con il suo Romanzo criminale riportasse in auge il crime made in italy, Bonivento nel 1997 adatta per il grande schermo il libro Io, il Tebano scritto a quattro mani da Antonio Carlucci e Paolo Rossetti che racconta le gesta criminali di Angelo Epaminonda detto il Tebano, boss siciliano e primo pentito italiano che tra gli anni ’70 e ’80 si fece un nome nella malavita milanese.

Il film racconta l’escalation della banda del Tebano nel sottobosco di una Milano crepuscolare e ricostruita con suggestioni da poliziottesco anni ’70 tra bische clandestine, tradimenti ed omicidi. Bonivento come Placido inserisce nel contesto anche l’elemento terrorismo, sfornando un film asciutto, non privo di incertezze, ma dotato di indubbio fascino.

Nel cast oltra ai già citati Amendola, Sperandeo e Memphis troviamo anche Ennio Fantastichini, Ugo Conti e Veronica Pivetti. Altri uomini è un riuscito mix tra la fiction che di li a qualche anno traslocherà definitivamente il genere sul piccolo schermo e una decisa ed intrigante connotazione tutta cinematografica che ne fa un ottimo film di genere.

Da rivalutare perchè: tra biopic e crime e in tempi non sospetti uno degli ultimi  guizzi del cinema di genere italiano, prima del recente rilancio messo in scena da Michele Placido con il suo Romanzo criminale.

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