Amore Liquido, recensione in anteprima

di Felice Catozzi 1

Mario (Stefano Fregni) è un quarantenne operatore ecologico della città di Bologna affetto da porno dipendenza e, durante il mese di agosto, è costretto a rimanere nella città svuotata per le ferie estive; casualmente conosce Agatha (Sara Sartini), una giovane ragazza madre che irromperà nella sua vita con la figlia Viola (Martina Capannini), portando l’uomo a dover fare i conti con la realtà dei rapporti e la fragilità che comporta il relazionarsi con il prossimo.

Amore Liquido prende spunto dalle riflessioni del sociologo di origine polacca Zygmunt Bauman, con diverse immagini del film di stampo documentaristico (come la scena della festa), che individua le difficoltà e la fragilità delle relazioni umane nella definizione di modernità liquida.

Il personaggio interpretato da Stefano Fregni è una persona timida, ma il contesto sociale intorno lo accompagna in uno stato di disadattamento e una forma di sociopatia che lo rende burbero più del vecchio dell’Alpe di Heidi; non a caso, l’esempio calza perfettamente in quanto Mario si apre ogni volta che entra a contatto con dei bambini: nella scena in cui porta la spesa alla sorella e saluta i nipoti o con Viola, la figlia di Agatha, quando le insegna e nuotare; il giovane regista Marco Luca Cattaneo descrive in quest’opera prima quanto sia complesso il processo relazionale dell’individuo moderno.

L’immaturità del protagonista, la mancanza di autostima e la ricerca di un equilibrio tra realtà e virtualità portano Mario a dover operare una scelta, entro cui dovrà necessariamente muoversi in avanti per evolversi, o restare lì sospeso in questo limbo tra l’essere un ragazzino timido e un uomo, tra l’essere il capo di una famiglia e un figlio di una madre colta da ictus e ridotta a soffrire in uno stato pressoché vegetale, tra l’essere un pippaiolo della rete e un compagno per Agatha (nonché una figura paterna per Viola).

Le relazioni sono sostituite dalle connessioni, da interazioni virtuali che eliminano il corpo e la presenza tra due persone, con relativa mancanza di prossemica; rese così instabili, le relazioni sono legate da un collegamento che si può interrompere con un click, in una promiscuità virtuale che azzera il valore di ogni sentimento trasformato in poco più che un bit emozionale.

Note di produzione: Amore Liquido è un film indipendente a basso budget (15.00 euro) prodotto in tre settimane a Bologna, dove gli attori e i tecnici sono anche co-produttori del film (lode e onore) non ricevendo compenso ma piuttosto la soddisfazione di ricevere una serie di premi prestigiosi in giro per il mondo, da Roma a Milano a Trieste al Salento, per arrivare fino a Villerupt (Francia), Montréal, San Paolo, Oaxaca (Messico) e Montevideo (Uruguay).

 

Commenti (1)

  1. Ho inseguito questo film fin da quando ho saputo della sua vittoria al Toronto Film Festival e finalmente sono riuscito a vederlo al cinema! Certo, se lo chiamavano “Vacanze di Natale ad agosto” forse avrebbe avuto maggior fortuna con la distribuzione…
    Devo dire che all’inizio il film è un po’ pesante, poi scivoli impercettibilmente nel ritmo ipnotico delle notti che si susseguono apparentemete uguali di Mario lo spazzino anzi, pardòn, operatore ecologico e inizi a entrare nel suo mondo e nella sua vita.
    Amore liquido, come una piscina, ambiente che ricorre nel film a segnare passaggi chiave, in cui Mario si immerge, amore liquido come il mare delle relazioni.

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