Recensione: Bride Wars – La mia miglior nemica

Liv (Kate Hudson) ed Emma (Anne Hathaway), due ragazze totalmente opposte, la prima ambiziosa avvocato di successo, dal carattere duro, la seconda maestra dell’elementari, che non è capace di imporre la propria opinione nemmeno al suo fidanzato, sono amiche fraterne fin da bambine. Il sogno di entrambe è quello di sposarsi al lussuoso Hotel Plaza di New York, in tarda primavera, con l’uomo della propria vita e la fedele amica come damigella di nozze.
Finalmente un giorno Emma riceve la proposta di matrimonio dal proprio ragazzo. Per non essere da meno e non essendo capace di aspettare, Liv chiede al proprio uomo di sposarla, cosa che fortunatamente aveva già pensato di fare. Decise a realizzare il loro sogno Liv ed Emma si recano dalla più importante wedding planner della Grande Mela, Marion St Claire (Candice Bergen), per fissare la data delle nozze e cominciare i preparativi.
Purtroppo a causa della sbadata segretaria dell’organizzatrice, le due future spose si ritrovano costrette a dover condividere la stessa data, cosa impensabile perché non potrebbero essere anche damigelle, e a dover decidere chi di loro debba rinunciare al proprio matrimonio a favore della felicità dell’altra. Nessuna vuole rinunciare al giorno più importante della propria vita: nasce così una vera e propria guerra fatta di colpi bassi, per trasformare il matrimonio della rivale in un avvenimento da dimenticare.
Bride Wars – La mia miglior nemica è una commedia diretta da Gary Winick, indirizzato ad un pubblico prettamente femminile, forse capace di apprezzare una serie di banalità condite con un pò di moda e una buona colonna sonora.
Al film manca brio: la storia non decolla ma forse a causa della scontatezza della trama (le storie di contorno sono utili solo a sottolineare il carettere delle due protagoniste e niente più), forse perché i dispetti che si fanno sono tutti alquanto sciocchi (dalla manomissione del bagno solare a quello della tinta dei capelli, dal regalo dei cioccolatini per non permettere a Liv di entrare nel vestito, al finto insegnante di ballo per Emma, dall’addio al nubilato al filmino dei momenti più belli) e raccontati velocemente, senza mordente e senza logica.
L’unico aspetto interessante del film è l’evoluzione caratteriale delle due protagoniste che arrivano addirittura a scambiarsi per un attimo i ruoli, l’una tirando fuori le unghie, l’altra addolcendosi davanti al proprio futuro sposo, prima di trovare un nuovo punto d’equilibrio nel loro rapporto.
Concludendo: Bride Wars intrattiene, ma non diverte, non sorprende (già a metà film si capisce come finirà la storia a grandi linee e a venti minuti dalla conclusione si ha il quadro completo dell’happy end) e non dà un senso ai soldi spesi per il biglietto.
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