Torino Film Festival al lavoro

di Massimiliano Miano 1

Fervono i preparativi per la 26ma edizione del Torino Film Festival, in programma nel capoluogo piemontese dal 21 al 29 novembre. Anche quest’anno, per il secondo consecutivo, la direzione è affidata al regista e attore Nanni Moretti.

Alle già annunciate retrospettive dedicate a due autori, il premio Oscar Roman Polanski e Jean-Pierre Melville, “il più americano dei registi francesi”, Torino Film Festival ne affianca una terza dedicata al movimento cinematografico inglese degli anni 80-90, che assume il nome di “British Renaissance”.

Sono gli anni in cui esordiscono Neil Jordan, Peter Greenaway, Michael Radford, Richard Eyre, Terence Davies, Sally Potter, Marek Kaniewska e molti altri È un momento cinematografico vitale, caratterizzato da un anti-thatcherismo feroce e spesso ironico.

I film raccontano una Gran Bretagna contraddittoria, multietnica e sempre “arrabbiata”. Parlano di Scozia, di Irlanda, di aree industriali del nord, di sobborghi londinesi, di perbenismo o di ribellione, rifacendosi agli stili e ai generi tipici del cinema britannico, documentaristico e gotico, commedia e melodramma, free cinema e poliziesco.

Il festival dedicherà altresì un omaggio al regista nipponico Kohei Oguri che, in oltre venticinque anni di carriera, ha diretto solo cinque film, tutti però accolti e premiati sulla scena internazionale, guadagnando una nomination all’Oscar per il Miglior Film Straniero, col suo esordio, Muddy River, (1981), un Gran Premio della Giuria e un Premio Fipresci a Cannes con The Sting of Death (1990), unitamente a numerosi altri riconoscimenti.

Ulteriori iniziative di un festival in piena fase organizzativa, non tarderanno ad arrivare.

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