Torino Film Festival 2010: un incipit tra polemiche, buon cinema e premi alla carriera

di Pietro Ferraro 1

Torniamo ad occuparci della ventottesima edizione del Torino Film Festival e cerchiamo di fare il punto della situazione dopo quattro giorni di programmazione e una serie di avvenimenti extra-cinematografici che hanno costellato una cartellone di proiezioni come di consueto ricchissimo.

La prestigiosa e frequentatissima rassegna piemontese è ormai in pieno svolgimento e a dimostrazione che tutto fila liscio nonostante qualche imprevisto, vedi la dimostrazione studentesca in piena proiezione d’apertura con l’aggiunta dell’assenza dei rappresentanti della Regione pare figlia solo di un malinteso, le parole del regista Gianni Amelio alla sua seconda prova come direttore artistico che si dice soddisfatto dell’andamento:

Sono molto soddisfatto…la pellicola che ha aperto la rassegna ha ottenuto un buon successo di pubblico e di critica. Questo significa che ciò che conta veramente sono i buoni film e in questa edizione ne vedremo parecchi.

Per quanto riguarda invece la programmazione sembra che anche quest’anno gli appassionati di cinema stiano avendo pane per i loro denti, grazie ad una oculata selezione di pellicole che ha visto sfoderare nei giorni scorsi uno dei pezzi da novanta per quanto concerne le anteprime, quel 127 hours che vede Danny Boyle tornare ad atmosfere più intimiste, dopo il successo planetario e l’Oscar del suo The Millionaire.

Anteprima in questi giorni anche per il nuovo film di Carpenter, l’horror a sfondo psichiatrico The Ward, che nella sezione Rapporto confidenziale dedicata in toto al cinema horror, pur raccogliendo giudizi positivi sembra non aver entusiasmato.

Concludiamo con la premiazione in programma proprio stasera che vedrà ospite della rassegna il regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci, insignito per l’occasione di un riconoscimento alla carriera, l’autore ha tra i suoi lavori la sceneggiatura di Novecento pellicola diretta dal fratello Bernardo Bertolucci e la regia di Berlinguer ti voglio bene, debutto su grande schermo di Roberto Benigni.

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