Salt, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

Un prologo ci mostra l’agente CIA Evelyn Salt (Angelina Jolie) imprigionata e torturata dai militari nord-coreani in cerca di informazioni, Salt non parlerà, ma al contrario di quel che prevede il protocollo, ogni agente è sacrificabile, il suo futuro marito, Mike Krause (August Diehl) un aracnologo tedesco si batterà per lei e alzerà un gran polverone affinchè la donna venga liberata.

Un paio di anni dopo Evelyn ha sposato Mike e sta per festeggiare il suo anniversario quando viene convocata per un interrogatorio che vede un ex-agente del KGB malato di cancro intenzionato a cambiare bandiera in cambio di informazioni. Le informazioni che l’agente mette sul piatto riguardano un imminente attentato al presidente russo in visita negli States da parte di un agente dormiente sovietico che si rivelerà essere proprio l’agente Salt.

I concitati minuti che seguiranno la sconcertante rivelazione vedranno l’agente russo uccidere un paio di uomini e fuggire dall’edificio, mentre Evelyn dopo qualche momento di smarrimento utilizzerà tutta la sua abilità per sfuggire alla sorveglianza e cercare il marito, convinta che l’uomo sia in pericolo di vita.

Inizierà così una fuga disperata per l’agente che verrà braccata dai suoi stessi colleghi, tra questi l’amico e partner Ted Winter (Liev Schreiber) che nonostante le prove che sembrano incastrare Salt, non è pienamente convinto della sua colpevolezza.

Capiamo perfettamente il perchè Tom Cruise abbia abbandonato questo progetto che avrebbe rischiato di creare un fastidioso senso di già visto, dato l’imminente Mission Impossible 4 e la spy-comedy Innocenti bugie in cui l’attore interpreta ancora una volta un agente della CIA.

La pellicola ha decisamente guadagnato con la virata al femminile e l’arrivo di un’Angelina Jolie davvero efficace, l’attrice sembra trovarsi a suo agio con l’ambiguità del suo personaggio e le sequenze action, sfoggiando un notevole carisma supportato da una regia attenta e una serie di elementi presi a prestito da svariate pellicole e rimescolati con una certa abilità.

Sullo schermo scorre un incipt alla 007-La morte può attendere, per passare ad atmosfere alla Mission: impossible con tanto di maschere e agenti doppiogiochisti, a cui si aggiungono esibizioni alla McGyver e spericolati inseguimenti stile Il fuggitivo, insomma su schermo passa di tutto e di più, ma la messincena è talmente serrata che non si ha il tempo di provare quella fisiologica senzazione di già visto che potrebbe minare l’intera operazione.

Molto del merito va senza dubbio al regista Phillip Noyce che con il genere ha già avuto a che spartire grazie a due capitoli della serie dedicata a Jack Ryan, Giochi di potere e Sotto il segno del pericolo, senza contare il remake Il santo che se pur con qualche eccesso di humour, riproponeva la rodata formula Ethan Hunt formato ladro internazionale,

Se amate l’action con un pizzico di spy-drama, e soprattutto se siete fan di serial come 24 e Alias, non perdete l’occasione di godervi un dignitoso action-movie con una bella e talentuosa protagonista e una regia muscolare, insomma tutto ciò che  serve ad un solido film di genere per funzionare.

Il film sarà nelle sale dal 29 ottobre 2010.

Note di produzione: il team creativo che ha collaborato allo script vede il regista di Equilibrium e Ultraviolet Kurt Wimmer e Brian Helgeland, per lui nel curriculum script per il Robin Hood di Ridley Scott, L.A. Confindential e Mystic River. Salt con un investimento di 110 milioni di dollari ne ha incassati worldwide oltre 280.

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