Ricordando John Holmes a 25 anni dalla sua morte: dal paradiso all’inferno in una vita sola

di Cinemaniaco Commenta

Il 13 marzo del 1988 se ne andava il più grande pornoattore di tutti i tempi. John Curtis Estes, in arte John Holmes, ha fatto del suo corpo il suo mestiere come pochi altri. La sua vita? Un eterno viaggio sulle montagne russe, che rifacciamo all’infinito per ricordarne le tappe.

Sono passati 25 anni da quel tragico 13 marzo 1988. John Curtis Estes, in arte John Holmes, si spense a Los Angeles a causa delle complicazioni legate al virus dell’Aids, contratto anni prima.

La sua è, per molti versi una figura affascinante. Nei suoi 44 anni di vita si è reso protagonista di una serie di gesti eclatanti, e vale sicuramente la pena ricordarne le tappe più importanti.

Il suo ingresso nel mondo del porno fu casuale. Un giorno a Gardena, nel bagno di un locale, un uomo si accorse delle dimensioni statuarie del suo pene e lo incoraggiò ad entrare nel mondo delle pellicole hard. Holmes, pian piano, si convinse di ciò lavorando prima per alcune riviste e poi sul set di alcuni film girati in 8mm.

I primi successi arrivarono grazie ai film “The Devil in Miss Jones” (1972), “Gola profonda” (1972), e “Behind the Green Door” (1973).

Legalità

Molti, però, storcevano il naso. Avevano dubbi sulla legalità delle sue performance. Holmes non fece molto per smentirli. Aumentò la sua cattiva luce facendosi arrestare per sfruttamento della prostituzione. Tuttavia riuscì ad evitare il carcere diventando un informatore per la polizia di Los Angeles.

Superata la disavventura, John vide la sua popolarità crescere fino alle stelle. Merito, peraltro, di alcuni film girati con lo pseudonimo di un investigatore privato che prese il nome di Johnny Wadd.

La sua popolarità e le sue doti lo aiutarono nei rapporti con le donne, inevitabilmente. Nel 1981, durante un’intervista, rivelò di aver fatto sesso con più di 14.000 donne.

Dimensioni

Aumentata la popolarità, aumentarono le leggende sulle dimensioni del suo pene. In tanti sostenevano arrivasse a 38 centimetri. Durante la messa in commercio di un vibratore griffato con il suo nome, però, la verità venne a galla. 32 centimetri, che non spaventarono però le colleghe a lavorare con lui nei film.

Tossicodipendenza

Film, quelli porno, che però non fornivano abbastanza denaro per sfamare la tossicodipendenza di John Holmes. Così, il Nostro iniziò a spacciare e si rigettò nel mondo della prostituzione. A prostituirsi, però, questa volta era lui stesso, sia con donne che con uomini. Arrivarono arresti per piccoli furti. Arrivarono legami come quello con Eddie Nash, un trafficante che forniva a Holmes eroina, cocaina e altre droghe. Poi fu la volta di rapporti pericolosi con la Banda di Wonderland, a stretto giro con la criminalità.

Gli ultimi anni

Se vivi a 300 all’ora, lo schianto è poderoso. John Holmes lo sperimentò sulla sua pelle, messa a dura prova per anni. Il declino di questo ‘artista del porno’ fu inesorabile. Nel 1986 gli fu diagnosticato l’HIV. Holmes non aveva mai utilizzato siringhe per drogarsi, a causa della sua agofobia: la cocaina la inalava. La sua condotta di vita lo esponeva a molteplici potenziali esposizioni al virus: non c’è quindi modo di determinare in quale occasione sia avvenuto il contagio.

Ormai massacrato dal Sarcoma di Kaposi, John Holmes scrisse le sue ultime volontà: il corpo cremato e le ceneri disperse in mare. Non fu celebrato mai alcun funerale per commemorarlo. Ma la storia, oggi come ieri, lo celebra sempre e parla di lui come uno dei personaggi più emblematici del nostro tempo.

 

 

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