“Rocco e i suoi fratelli” rivive al cinema a 40 anni dalla morte di Visconti

Un graditissimo ritorno. Per un evento da non perdere se si ama visceralmente la settima arte e se si desidera comprendere il fascino del cinema italiano di un tempo. Quello dei grandi registi che raccontavano la metamorfosi di un Paese come il Nostro. Un po’ come faceva Giorgio Bocca nei suoi libri.

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In occasione del quarantesimo anniversario della morte di Luchino Visconti, uno tra gli Dei della macchina da presa nel nostro Paese, la Cineteca di Bologna presenta dal 7 marzo in settanta sale italiane “Rocco e i suoi fratelli” (Italia-Francia, 1960) nell’edizione restaurata, realizzata con Titanus e Rai Cinema tra gli altri. I più giovani potranno ammirare, magari per la prima volta, un capolavoro di altri tempi. Nella sua versione ritoccata con le tecnologie odierne, che non perde il sapore degli anni sessanta.

Ecco il comunicato:

Arriva sui grandi schermi per la prima volta in versione integrale, dopo la presentazione in diversi festival, il grande affresco con cui Visconti ha raccontato l’Italia che cambiava negli anni dello sviluppo industriale e della migrazione interna da Sud a Nord.

Impossibile non menzionare il cast. Le star Alain Delon, Claudia Cardinale e Annie Girardot sono, con Renato Salvatori, i protagonisti di un film che ha segnato intere generazioni italiane, puntando il dito sulla violenza delle profonde trasformazioni, a cominciare dall’interno di una famiglia.

Fellini ha raccontato La dolce vita, io tenterò invece di raccontare l’amara vita della gente come Rocco”: così ne parlava Luchino Visconti, a confronto con l’altro film che ha marcato il 1960 del cinema italiano nel mondo.