Recensione: Scrivimi una canzone

di Pietro Ferraro 4

Alex Fletcher (hugh Grant) è un affascinante ex-popstar di un gruppo stile Wham!, i POP!, boyband che negli anni ’80 scala le classifiche con brani accativanti ed orecchiabili, ma ormai quegli anni sono lontani, Fletcher è al tramonto, e sopravvive partecipando a nostalgiche trasmissioni  rievocative  e amene manifestazioni musicali, solo schiere di mamme deliranti riescono a tenerne in auge l’esile popolarità del cantante ormai in caduta libera,

Cora (Haley Bennett) popstar di successo, rampante e svampito clone di Britney Spears, gli chiede di duettare con lei in un brano di un disco che è già un successo annunciato, ad alex non pare vero, un pò di visibilità dopo tanta oscurità, e assaporando già le scritture e le serate che arriveranno a pioggia accetta con entusiasmo, entusiasmo che svanisce quando scopre che sarà compito suo scrivere la canzone, ma sono anni che alex non si cimenta con la compozione, ed il panico e lo sconforto prendono il sopravvento.

Ma il destino e la fortuna tenderanno una mano al disperato Alex, che casualmente conosce Sophie (Drew Barrymore), una ragazza che ha il compito di occuparsi delle piante del suo appartamento durante la sua assenza, che ha un’innata capacità di comporre testi orecchiabili e musicali, ad alex non sembra vero e cerca di convincere la riluttante ragazza ad unirsi a lui per la composizione di un sicuro successo da Hit, ma Sophie sembra non volerne sapere.

Le paure di Sophie provengono da lontano, da un relazione sentimentale disastrosa con un suo docente all’università, e dal libro di quest’ultimo, divenuto un best seller, dove lui racconta le debolezze di lei nello scrivere  e l’incapacita’ della ragazza di gestire una relazione sentimentale, ma alex non molla e ben presto i due si ritrovano al pianoforte a comporre l’agognata Hit.

Tra i due la stretta collaborazione è galeotta, e l’amore sboccia, così tra romantici duetti e versi in rima la canzone finalmente è ultimata. Purtroppo una volta in mano a Cora ed ai suoi produttori la canzone viene pesantemente rimaneggiata fino a diventare irriconoscibile, e così Sophie non sentendo ragioni abbandona delusa il progetto e tranca la relazione con Alex.

Durante un grande concerto,  organizzato da Cora per presentare il nuovo disco, Sophie ascolta una canzone d’amore dedicata a lei scritta da Alex, e dopo che quest’ultimo insieme e cora esegue dal vivo la versione originale della loro composizione, gettando alle ortiche la versione rimaneggiata, la ragazza non può che capitolare, e tra i due  pace è fatta, con conseguente matrimonio e rinascita artistica di Alex, e come spesso accade tutti vissero… famosi e contenti.

Scrivimi una canzone è una commedia leggera, brillante e mai volgare, solo queste tre caratteristiche dovrebbero bastare per elevarla al di sopra delle centinaia di commedie romantiche Made in hollywood, ma qui c’è anche una strizzatina d’occhio furba e nostalgica agli anni ’80 stile Meteore, che i trentenni non potranno non apprezzare e un pò di satira sulle ex-popstar che girando per trasmissioni televisive e sagre di paese in cerca di visibilità fanno sempre un pò di tenerezza.

L’accoppiata Hugh Grant e Drew Barrymore funziona a dovere, timida ed impacciata lei,  frizzante e spassoso lui, l’alchimia tra i due c’è ed il film scivola leggero e senza cadute di stile o di rtimo e ci acompagna senza intoppi fino ai divertenti e colorati titoli di coda.

Il regista Marc Lawrence, autore anche del soggetto e della sceneggiatura ironizza sul mondo della musica pop odierna e sulla fabbrica di popstar usa e getta che è diventata l’industria discografica, certo magari lo si può accusare, in alcuni casi di alleggerire troppo il tono quando potrebbe affondare qualche efficace fendente allo show-biz, ma non dimentichiamioci che questa rimane  una commedia romantica, che alla fine risulta un prodotto gradevole, ben recitato e divertente.

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