Recensione: Chicken Little

di Pietro Ferraro 8

Il piccolo pennuto Chicken Little, un giorno subisce un terribile shock, camminando tranquillamente per la strada, in una bella e limpida giornata di sole, vede un pezzo di cielo cadere sulla sua testa, e trasforma la tranquilla giornata della sua cittadina in un caotico e devastante giorno dell’Apocalisse, ma come succede spesso, l’apparenza molte volte inganna.

Qualche tempo dopo lo sfortunato evento, Chicken Little viene quotidianamente deriso e ricordato per l’episodio del pezzo di cielo caduto, additato come esempio da non imitare, si ritrova nuovamente a rivivere lo stesso evento, ma stavolta evita accuratamente di raccontare l’accaduto.

Radunati i suoi più cari amici si mette ad indagare e scopre che il pezzo di cielo è in realtà un pezzo di un’astronave aliena, il cui equipaggio è in avanscoperta per una futura invasione del pianeta, Starà al nostro piccolo amico impedire che tutto questo accada.

La Disney stavolta punta ad un target di pubblico giovanissimo, questo sogetto, tratto da una sorta di fiaba della buonanotte di origine anglosassone, simile alla nostrana “Al lupo al lupo!“, è il primo film della Disney ad utilizzare il 3D, precedentemente  la Major utilizzava la Pixar per questo genere di progetti, il personaggio protagonista proviene da un cortometraggio datato 1943.

Le citazioni e gli ammicamenti ai classici cinematografici comunque restano, ma stavolta sono più palesi e  facilmente riconoscibili, dal masso rotolante stile Indiana Jones nell’apocalittico prologo fino ai vari classici della fantascienza di ieri e di oggi, da La guerra dei mondi a Signs passando per E.T. l’extraterrestre.

Comunque il divertimento è assicurato con alcune carattertizzazioni di personaggi ben riuscite e già esteticamente comiche, come il gigantesco maiale Aldino Cotechino dalla flebile voce e dal coraggio inesistente o la folle ed esilarante Alba Papera.

Il contenuto rimane quello dei classici Disney, politicamente corretto e stracolmo di contenuti tanto cari alla filosofia del papà di Topolino e soci, l’accettazione del diverso, l’amicizia, e il riscatto attraverso di essa dello sfortunato piccolo eroe del momento, sempre alle prese con avvenimenti  incredibili e all’apparenza disatrosi che cambiano in maniera straordinaria l’ordinario e monotono scorrere della vita, innescando una consapevolezza delle proprie potenzialità ed una crescita e maturazione che è parte necessaria del diventare adulti.

Una comicità easy e gag alla Gianni e Pinotto per un perfetto e coloratissimo prodotto per famiglie, stavolta concepito per i più piccini, ma che non dispiacerà ai grandi, vedere per credere.

Commenti (8)

  1. RITA BELLACOSA premia CHICKEN LITTLE migliore film dell’anno 2005.

  2. @ RITA BELLACOSA STUDIO: Rita Bellacosa ha ragione.

  3. RITA BELLACOSA STUDIO dice:

    RITA BELLACOSA premia CHICKEN LITTLE migliore film dell’anno 2005.

  4. CINEMA dice:

    RITA BELLACOSA STUDIO dice:
    RITA BELLACOSA premia CHICKEN LITTLE migliore film dell’anno 2005.

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