Qualcosa è cambiato: recensione

di Pietro Ferraro 9

 Melvin Udall (Jack Nicholson) è uno scrittore di romanzi rosa che nasconde un carattere terribile e una serie di  disturbi ossessivo-compulsivi da riempire un manuale di psichiatria. Melvin è proprio il contrario di quello che scrive, misogino, ipocondriaco, razzista ed egoista, odia gli animali e considera le persone anziane inutili, un vero esempio di virtù insomma.

In realtà lo scrittore ha solo paura della gente e dei propri sentimenti che vede come debolezze da combattere e reprimere, ma le pagine scritte ne rivelano la vera essenza, che comincia a fare capolino nel burbero Melvin quando incontra una cameriera con un bambino molto malato e inizia attraverso loro a prendere contatto con la realtà e a cercare di smussare manie e tic che il solitario mestiere di scrittore hanno negli anni accentuato.

Alla dolce cameriera e al suo bambino si uniranno un pittore gay vicino di casa che in seguito ad un aggressione subita comincerà a far parte della vita di Melvin ed un simpatico cagnolino che dimostrerà verso lo scrittore un affetto incondizionato. Tutti parteciperanno e contribuiranno al ritorno alla vita di Melville e alla scoperta da parte dello scrittore di un mondo tutto da esplorare oltre le mura del proprio appartamento e la pagina scritta.

Il regista James L. Brooks ( Voglia di tenerezza, Dentro la notizia) non deve far altro che affidarsi al materiale umano che ha a disposizione per sfornare una deliziosa commedia agrodolce che ha nell’estroso protagonista Jack Nicholson un assoluto mattatore.

L’istrionismo di Nicholson non impedisce ad Helen Hunt e Greg Kinnear di caratterizzare due personaggi intensi, vitali e ricchi di spessore, che aiutano il protagonista a giocare con la sua maschera donandogli una tenerezza mai realmente percepita in tutte le sue interpertazioni e che sorprenderà piacevolmente lo spettatore.

Qualcosa è cambiato è una comedy molto particolare che per una volta non cerca la risata facile o il romance a tutti i costi ma prova a raccontare una metamorfosi con il semplice e universale linguaggio delle emozioni.

Commenti (9)

  1. è uno dei miei film preferiti!

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