A testa alta: recensione

di Redazione 3

Chris Vaughn (The Rock) ha servito il suo paese nell’esercito, è un ex-soldato delle forze speciali, un uomo tutto d’un pezzo dai sani valori morali e dotato di un’integrità che sembra cozzare con l’ambiente della sua città natale che durante la sua assenza è notevolmente cambiata, e decisamente in peggio.

Il suo vecchio rivale Jay Hamilton (Neal McDonough) si è lentamente impossessato di tutto, ha utilizzato una banda di delinquenti coadiuvata da alcuni poliziotti corrotti per dettare legge in città, ha aperto un casinò/night club  dove la gente del paese dilapida i pochi risparmi guadagnati, la segheria della famiglia di Vughn ha dovuto chiudere i battenti, insomma Vaughn trova una situzione a dir poco spiacevole al suo ritorno.

Vaughn vuole comunque stare alla larga dai guai, è tornato in famiglia per ritrovare un pò di pace e così fa, almeno fino a quando scopre che il casinò truffa i giocatori e Hamilton utilizza la sua banda per vessare i poveri cittadini e spacciare droga ai ragazzi.

Comincia così una solitaria battaglia contro Hamilton e la sua banda che porterà l’ex-soldato a scontrarsi più volte con la polizia al soldo del truffaldino imprenditore, sarà con l’aiuto del suo vecchio amico Ray Templeton (Johnny Knoxville) che Vaughn farà un pò di pulizia in città diventandone alla fine dello scontro lo sceriffo.

A testa alta, un solido action tratto da una storia vera e remake di un classico del 1973, Un duro per la legge, a cui in parte si è ispirato Stallone per il suo Rambo. Insomma un bel curriculum per questo titolo che ha nella sua semplicità il suo maggior punto di forza.

Ci sono i brutti sporchi e cattivi e c’è l’eroe solitario che li contrasta, scazzottate a go go (da manuale quella nel casinò), sparatorie ed un  roccioso protagonista, l’ex-wrestler Dwight The Rock Johnson, che fa il suo dovere sfoggiando i muscoli, digrignando i denti e spaccando mascelle.

A testa alta è un efficace action con un buon protagonista, il regista e produttore Kevin Bray ammicca ai classici degli anni ’80 e lo fa senza esagerare, così la pellicola scorre fluida e grazie allo stile asciutto e privo di fronzoli diverte e coinvolge.

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