Perché Jack Nicholson ha detto addio al cinema

di Redazione Commenta

Se ne parlava già da qualche tempo, più precisamente dall’inizio di settembre. Si diceva che Jack Nicholson fosse sul punto di ritirarsi e abbandonare il mondo della recitazione. La notizia quindici giorni fa venne subito smentita, in particolar modo per quanto riguardava le supposizioni riguardanti problemi alla memoria dell’attore e la sua incapacità di memorizzare le battute. Sembrava essere questa la causa. Oggi, tuttavia, l’eterno ragazzaccio di Hollywood ha deciso di prendere parola ed esporre in prima persona la scottante questione.

Durante un’intervista rilasciata al The Sun, Nicholson ha dichiarato di avere ancora “il cervello di un matematico” e che non si è affatto ritirato dalle scene ma che, più semplicemente (?) non vuole girare più film. Una frase leggermente contraddittoria, che lascia adito ad alcuni dubbi, ma che non si può fare a meno di registrare.

“Non lavorerò fino al giorno della mia morte, non è per questo che ho cominciato a recitare,” ha dichiarato l’attore. “Il fatto è che non sento più la motivazione. Prima, l’avevo, ora no. Non sento più il bisogno di andare lì fuori. Mi è venuto l’agghiacciante pensiero che forse i ventenni e i trentenni di oggi non vogliano più essere commossi, emozionati. Che forse vogliano solo vedere più bombe, più esplosioni, perché è quello con cui sono cresciuti. E io non farà mai quel genere di film.”

Insomma, dopo aver suscitato gli strali della critica, quelli di film maker come Spielberg e Lucas, anche un altro monumento di Hollywood come Nicholson getta, a modo suo, un grido di allarme sullo stato attuale del cinema americano.

Photo Credits | Getty Images

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