Ecco il trailer di Falla Girare in un futuro senza marijuana

Provate ad immaginare un futuro  dove la cannabis non esiste più. Qualcuno ha attentato alla produzione introducendo un virus che ha ucciso tutte le piantagioni di marijuana nel mondo estinguendo, quasi, la sua esistenza. Anche tutto il giubilìo scaturisto dall’utilizzo della cannabis ha portato via tutta la gioia che ne derivava. Ma un giorno accade l’impensabile, da qui il “quasi estinsta”: Natan (Giampaolo Morelli), un vanesio influencer, trova casualmente un maschio di cannabis ed ha una grandiosa idea per diventare ricco reintroducendo nuovamente la cannabis nel mondo. Per farlo però ha bisogno di aiuto e mette su una banda di debosciati per raggiungere l’ultima piantina femmina sopravvissuta, e produrre semi e venderli a un narcotrafficante. Ad ostacolare l’impresa ci sono due problemi: il primo è l’ubicazione della femmina presso i giardini botanici del Vaticano rendendo non poco complicato il furto della pianta; l’altro è la presenza di altri criminali decisamente più pericolosi della sua banda intenzionati a fare lo stesso. Un’action-comedy tutto italiano che mette insieme situazioni assurdamente esilaranti a scene di azione improvvisata condito tutto dalla convivenza più difficile dell’era moderna ossia quella tra influencer dal dubbio intelletto insieme ad intellettuali più forbiti.

Questi erano trailer e sinossi del nuovo film diretto ed interpretato da Giampaolo Morelli prodotto per Amazon Prime Video e con la partecipazione di un cast davvero esilarante: Ciro Priello e Fabio Balsamo dei The Jackal hanno dato prova di essere un duo ben affiatato e di saper creare molta ilarità. Ma oltre alle nuove leve ci sono anche gli inossidabili Michele Placido e Giovanni Esposito. Laura Adriani e Jun Ichikawa sono il tocco femminile che serve ad un film del genere, personaggi agli antipodi tra loro che si scontreranno su schermo. Infine un Leopoldo Mastelloni ad aggiungere goliardia in un film che sicuramente ne avrà in abbondanza. Come si legge il film sarà disponibile dal 25 novembre sulla piattaforma streaming di Prime Video.

Si prova in ogni caso ad alzare il tiro sulle produzioni italiane per anni bloccate in una scialberia che ha fatto, sì la storia del cinema cult italiano soprattutto della commedia, ma che sta invecchiando a vista d’occhio ormai. La demenzialità l’ha fatta da padrona, ma qualcosa di più elaborato anche in generi leggeri come questo è sicuramente qualcosa che si aspettava da tempo. Ricordiamo che i The Jackal produssero già un film intitolato “Addio Fottuti Musi Verdi” nel 2017 che potrete rivedere nell’attesa di questo.

Il trailer di V/H/S 99 rivela il ritorno terrificante del franchise horror

Il trailer ufficiale in uscita per V/H/S/99 segna il ritorno del franchise di antologia horror con filmati trovati. L’ultimo capitolo della serie V/H/S uscirà il 20 ottobre e porterà ai fan del franchise tutti i nuovi orribili racconti legati alla classica estetica VHS. Anche se sembrava che i giorni dell’orrore dei filmati trovati fossero ormai alle spalle, sembra che le persone non abbiano ancora finito con l’esperienza dell’orrore portatile.

Dato che il più recente della serie, V/H/S/94, è stato il rilascio più visto di Shudder del 2021, era solo questione di tempo prima che un sequel venisse realizzato. La quinta puntata della serie V/H/S segue le orme dei film precedenti, tranne che questa volta con l’aiuto degli scrittori horror Maggie Levin, Johannes Roberts e molti altri. Con cinque nuove storie terrificanti, gli spettatori potranno vivere un’intera nuova serie di horror mentre la serie fa il suo ingresso nel nuovo millennio. Con meno di un mese rimanente alla sua premiere, Shudder ha rilasciato il trailer di V/H/S 99. Ambientato sulle note di “Larger Than Life” dei Backstreet Boys, il video offre uno sguardo al ritorno del franchise antologico di film horror, con una varietà di nuove storie brutali e terrificanti. Guarda il terrificante trailer qui sotto:

È difficile parlare di franchise horror senza entrare nell’altra serie di uscite horror di ottobre. Il riavvio di Interview with the Vampire di Anne Rice ha dato il via al mese dell’orrore, aprendo la strada all’uscita dell’ultimo film Hellraiser di David Bruckner di The Night House. Per quanto il mese più pesante sembri essere, i colpi pesanti devono ancora essere visti, con la fine del tempo di David Gordon Green con Michael Myers che assumerà la forma di Halloween Ends, che uscirà il 14 ottobre. Il mese arriva anche per concludere con alcune altre uscite horror, la più notevole delle quali è Cabinet of Curiosities di Guillermo del Toro, un’altra serie antologica destinata a abbellire Netflix a partire dal 25 ottobre.

Sarà interessante vedere come V/H/S/99 combini i filmati ritrovati con l’angoscia di Y2K, tuttavia la combinazione da sola dovrebbe eccitare i fan del genere horror del ritorno al passato. Non c’era alcuna menzione diretta di Y2K nel trailer, tuttavia la descrizione del trailer che menziona un salto nel “nuovo millennio infernale” lascia poco all’immaginazione. Che si tratti di un tema distinto o meno, sarà bello vedere un ritorno al passato di un genere classico coinvolto in quello che dovrebbe essere un ottobre carico di orrore quando V/H/S/99 debutterà su Shudder il 20 ottobre.

L’addio a Bruno Arena: il comico che non ha mai perso il sorriso

Bruno Arena, noto comico, cabarettista e attore, è morto a 65 anni. A comunicare la notizia, suo figlio Gianluca, che ha postato sui social un dolce addio per suo padre. Si è spento il sorriso di un uomo che ha trasformato le sue sofferenze in punti di forza: un sorriso rimasto sempre acceso, nonostante il grave aneurisma, che lo colpi circa dieci anni fa a cui segui un lungo coma e una degenza altrettanto lunga. Una ripresa lenta, che lo ha costretto sulla sedia a rotelle, lontano dal palco, dal pubblico, dal rumore degli applausi.

 

Continuava a sorridere Bruno Arena, continuava a fare ironia, sugli altri e su sè stesso: il suo aspetto fisico in primis, costituiva un suo punto di forza. Le cicatrici sul suo volto, segno di un terribile incidente che gli costò la perdita parziale della vista, hanno costituito le strade su cui il cabarettista ha costruito la sua ironia, la sua vis comica. Nonostante gli impedimenti, ha sempre continuato a sorridere e a mostrarsi in pubblico, agli eventi, insieme al suo compagno di viaggio, il fedelissimo amico Max Cavallari, l’altra metà del duo.

 

I due comici, si conobbero a Palinuro, in Cilento e facendo una passeggiata in spiaggia, decisero di formare un duo comico che prese il nome di “Fichi D’India” in onore delle piante che c’erano li nella bellissima costiera cilentana. Bruno aveva lavorato precedentemente come animatore turistico, per cui aveva già intrapreso la strada del cabaret, ma insieme al suo collega e amico, è sbocciato. I due, hanno partecipato a diversi programmi televisivi, passando da “La sai l’ultima?” a “Zelig”, fino a diventare personaggi di rilievo e comici amati da tutto il panorama televisivo italiano.

Nel ruolo di attori di cinema, hanno partecipato a diversi film, di cui uno dei più importanti è Pinocchi di Benigni, in cui hanno interpretato “Il gatto e la volpe”. Un duo inseparabile, che ha trascorso la vita a ridere e a far ridere. E solo ora che il sorriso di Bruno Arena si è spento, che anche ai comici scende una lacrima: cosi il suo collega e amico del cuore, la metà del duo, il fratello scelto, ha salutato il cabarettista.

“Ora farai ridere i grandi lassù? Ti amerò sempre”. Poche parole ricche di emozione, che commuovono chiunque abbia conosciuto direttamente o indirettamente Bruno Arena. La sala principale degli studi di Zelig, porterà il suo nome.

Supersex: la nuova serie tv ispirata a Rocco Siffredi con Alessandro Borghi

Supersex, è la serie tv ispirata alla vita del pornodivo Rocco Siffredi, interpretato da Alessandro Borghi. Prodotta per Netflix da Lorenzo Mieli e Matteo Rovere, la serie si articola in sette episodi che racconteranno l’evoluzione del personaggio di Rocco Antonio Tano, in arte Rocco Siffredi. Un personaggio complesso il suo, discusso, condannato e osannato allo stesso tempo. Un personaggio erotico, che ha costruito sulla sua sessualità il suo impero, un impero che ha ispirato diverse altre figure nel mondo del porno e non solo. Un aspetto particolare questo, che viene centrato nel film, insieme all’evoluzione del personaggio in sé.

 

Rocco che non riesce ad amare, almeno apparentemente, se non attraverso il suo corpo e la sua fisicità. Rocco che è promiscuo, e divino allo stesso tempo. Un giovane che è vive la sua vita nella costante esaltazione della sua sessualità, che però offusca la sua anima. E’ in quelle 7 puntate, che il suo personaggio dovrà imparare a conciliare la sua parte oscura con la sua parte emozionale. Supersex, non è solo il racconto del successo di un personaggio, ma di come questo personaggio abbia trasformato la sua velleità in un’arte, e di come questa sua fortissima predisposizione sessuale, sia poi diventata il suo punto di forza, ma anche il suo punto di debolezza.

Riuscire a dire “ti amo”, riuscire a verbalizzare un sentimento, che è effettivamente forte e che è svincolato per certi aspetti dalla fisicità e dalla sessualità, rappresenta il passaggio più importante di questa mini serie. Supersex è una vera e propria full immersion, nella vita di un personaggio singolare, che però viene letta attraverso una moltitudine di aspetti. La tematica affrontata è estremamente contemporanea: l’universo maschile in particolare, si racconta maggiormente attraverso la sessualità. Supersex, ci permette di analizzare la realtà umana, il tessuto umano, spingendoci a porci delle domande, ovvero: “Possiamo ancora conciliare l’aspetto fisico e l’aspetto emotivo”?

 

Quella che per il protagonista costituiva una difficoltà, rappresenta una possibilità di analisi per lo spettatore che si immerge nella serie per traslarla nella contemporaneità. Rocco Siffredi, è interpretato da Alessandro Borghi, che nellqa suan carriera si è trovato sempre a confrontarsi con ruoli imponenti, che richiedevano non solo interpretazione, ma anche una spiccata fisicità. L’attore è affiancato da altri importantissimi attori del panorama cinematografico italiano, tra cui Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Saul Nanni. Un racconto che prende spessore, da quando Rocco era un ragazzo, attraverso tutta sua evoluzione che l’ha portato a diventare una star.

House of The Dragon: trama e curiosità sulla serie

House of Dragon, il prequel del “Trono di Spade”, ispirata al libro “Fuoco e Sangue” di George Martin, precede di 200 anni gli eventi del racconto centrale della storia, concentrandosi sulla famiglia Targaryen e sulla guerra, conosciuta come “Danza dei Draghi”, combattuta per il trono. Nel prequel, i riflettori sono puntati sulla famiglia Targaryen: Viserys I Tragaryen è un re onesto, giusto e amato, scelto dal Consiglio dei Lord per governare i Sette regni. La sua reggenza si basò sulla pace, e mai, dopo di lui, il regno conobbe la stessa armonia. Al suo trono, destinato alla sua primogenita, la principessa Rhaenyra, ambiscono anche suo figlio Aegon I, fratellastro della principessa e suo fratello Daegon.

 

Tutti e tre reclamano l’eredità al trono: la principessa, cavalcatrice di Draghi, considerata da tutti la legittima erede, Aegon, suo fratellastro, più giovane, ma erede maschio al trono e Daegon, il più potente dei combattenti, possessore della spada di Valyria, consegnatagli da suo nonno. Il re, che è combattuto tra sua figlia, legittima erede al trono e suo fratello, alleato con la figlia del Primo Cavaliere del Regno, non riesce a decidere chi erediterà il so regno. L’indecisione porterà ad una serie di scontri, che causeranno lo scoppio della fatidica “Guerra dei Draghi”. Tutto il prequel di “The House of Dragon”, anticipa di 175 anni la nascita d Daenerys Targarien, la regina dei Draghi, che mirerà alla conquista del Trono di Spade, ma verrà uccisa da Jhon Snow, suo amante e allo stesso tempo, suo nipote, perché imparentato con la casa dei Targaryen.

 

The House of Dragon, è su Sky Atlantic e Now dal 22 agosto 2022, e dal 29 agosto è disponibile anche con la traduzione Italiana. Questo prequel, è nato con lo scopo di raccontare della dinastia dei Targaryen, ma anche per “rispondere” ai fan, che erano rimasti delusi dalla saga del Trono di Spade. Le riprese sono iniziate nel 2021, e si sono svolte per la maggiore nel Regno Unito. Puntate supplementari, sono state girate in Spagna, in Portogallo e California. La prima puntata di stagione, è stata vista da 9,99 milioni di spettatori, un numetro esorbitante che ha mandato in crash il sistema. Sicuramente questo prequel ha riscosso un grandissimo successo di pubblico, sia per come è stato strutturato, sia per la bravura attoriale, ma anche perché questo prequel, rappresenta una sorta di continuum, anche se tempisticamente antecedente, con il Trono di Spade, una delle serie più amate di tutti i tempi.

Un’ombra sulla verità: un film di Philippe Le Guay

Capolavoro della cinematografia francese, i rotocalchi lo paragonano a Polanski, importante, avvincente, notevole: Un’ombra sulla verità è il film Vincitore del premio del pubblico al France Odeon del cinema di Firenze, che ha ricevuto numerosi plausi, per la sua costruzione, per la sua bellezza, per essere un film contemporaneo, attualissimo e tagliente allo stesso tempo. La pellicola è ambientato nella Parigi moderna, e racconta di una coppia Simone ed Helene, che decidono di vendere la loro cantina, ubicata nello stesso stabile in cui vivono. All’annuncio risponde un uomo di nome Fonzic, che decide di acquistare senza però comunicare ai proprietari che avrebbe trasformato quel luogo nella sua casa.

 

Questo trasferimento, causa non pochi problemi ai condomini dello stabile, che entrando in contrasto con l’uomo misterioso, espongono le loro lamentele ai Sandberg che provano ad annullare la vendita, ma senza successo. L’equilibrio della coppia viene minato dalla presenza dell’uomo, che lega con la figlia adolescente della coppia, cercando di allontanarla dai propri genitori. Un’ombra sulla verità, è un thriller perfettamente costruito, che mette al centro una tematica delicata come l’antisemitismo, e di come, questo si intrecci con le persone, e tra le persone, in una catena di pregiudizi, di silenzi, paure, scontri e disequilibri.

 

Philippe le Guay, ha ricevuto a Firenze, dove il film è stato presentato, una figlia d’oro incastonata in due cristalli, premio, per il suo capolavoro, per la sua maestrìa, per la sua capacità di raccontare l’antisemitismo, per la sua capacità d’impatto, per l’emozione, che il suo nastro ha suscitato. Un triangolo d’eccezione: tre punte di diamante, rappresentate dai tre protagonisti, Helene e Simone, rispettivamente interpretati da Berenice Bejo e Jeremie Ranier, e dall’uomo misterioso, che acquista la loro cantina, Francois Cluzet. Tutti gli arrangiamenti musicali di Un’ombra sulla verità, sono stati curati da Bruno Coulais. Il film sarà nelle sale il 31 agosto 2022, e si attende come un film d’eccezione, un film emozionante.

 

Prodotto dalla BIM Distribuzione, della durata di 114 minuti, la pellicola è stata acclamata dalla critica ed è attesissima nelle sale, proprio per la sua caratterizzazione singolare. Un’ombra sulla verità, il cui titolo originale è l’homme de la cave, è un racconto ampio, sentito, coinvolgente, che tratta una tematica delicata, ma anche di come l’antisemitismo e il negazionismo si intreccino alle relazioni e di come possano influenzarle. E’ una pellicola vera, realistica, che vanta un grandioso cast, un film di fine estate, che si preannuncia spettacolare, pieno di significato.

Dowton Abbey: Tutto ciò che c’è da sapere sulla serie

Dowton Abbey 2, è la pellicola cinematografica che prende ispirazione dall’omonima serie di successo. A seguito della conclusa sesta stagione, è iniziato un altro viaggio: dal piccolo al grande schermo, un lancio, che è un nuovo fiorire, che racconta del viaggio della famiglia Crawley, rispolverandone gli antichi splendori. Nel film, vengono presentate diverse novità: la prima è il matrimonio di Tom, che in realtà sarà l’evento “prequel” al quale conseguiranno una serie di altri eventi. La tenuta di Dowton Abbey, necessiterà di una ristrutturazione e in mancanza di fondi, la famiglia Crawley, deciderà di accettare di cedere il castello ad una nota cada di produzione cinematografica, che intende utilizzate la splendida tenuta per le riprese di un film.

 

L’arrivo del cast sul set, scombussolerà gli equilibri della famiglia, che tenderà a dividersi, rispetto alla scelta stessa ma anche rispetto ad altre situazioni, che li poterà ad assumere posizioni differenti. Questo cambiamento, in realtà avrà aspetti negativi solo all’inizio: successivamente, ci saranno una serie di relazioni che si intrecceranno, tra alcuni componenti della famiglia e le star del film. Queste nuove situazioni, cambieranno nuovamente gli equilibri, creando nuovi e interessanti partnership.

Altra importante novità, riguarderanno il personaggio di Lady Violet. L’anziana donna, infatti, riceverà (inaspettatamente) in eredità, una lussuosa tenuta da una sua fiamma di gioventù. Questa situazione, creerà nuovi squilibri, in quanto la donna, sarà costretta a scontrarsi con la vivente moglie del donatore, agguerrita per aver perso l’eredità.

 

Lo stile del film, resta lo stesso della serie: intrecci, flirt, segreti, ma il piglio che viene dato alla pellicola, è assolutamente più leggero e scivoloso. I dialoghi diventano ricchi di ilarità e ironia, il ritmo più rapido ed intenso, l’impatto emotivo ed il coinvolgimento, più forti. La sostanza tutta di Dowton Abbey 2 è notevole. La parola d’ordine dunque, è “Cambiamento”: non un cambiamento radicale della trama, dei personaggi e delle loro caratterizzazioni, ma dello stile, per l’appunto, che muta e veste una nuova pelle. Il lancio dal piccolo al grande schermo, si conferma dunque un’operazione di successo, che farà breccia nel cuore del pubblico, dove ci sarà sempre spazio per questa storia e per i personaggi che l’hanno raccontata.

 

Non è la prima volta che viene effettuata questa operazione: anche Gomorra, serie italiana di successo, è stata lanciata sul grande schermo con “L’immortale”, per poi tornare al piccolo schermo per concludersi in modo definitivo. Il salto dunque, rappresenta un passaggio conclusivo, assolutamente d’effetto.

Manifest: la serie tv più vista su Netflix, annuncia la sua quarta stagione

Manifest
Manifest

Maniest è una serie statunitense del 2018, ora su Netflix. E’, ad oggi uno degli show più visti su scala mondiale, infatti, le stagioni della serie, ferme a tre, verranno completate da una quarta, l’epilogo finale. Il successo di Manifest, sta nella sceneggiatura in primis, ricca di tensione e suspence, due elementi tipici del fantascientifico e del giallo, che in questa serie si intrecciano, per dare vita ad un prodotto intelligente e innovativo, quasi futuristico. Le prime tre stagioni della serie, sono state suddivise in quarantadue puntate, che raccontano del volo 828 inspiegabilmente scomparso nel nulla per cinque anni. I passeggeri di quel volo, riappaiono cinque anni dopo, ma per loro il tempo sembra non essere trascorso.

 

Un racconto che ha alla base un elemento vincente, il mistero: la sospensione temporale, il salto temporale e il paranormale che si miscela al reale. La protagonista è Machaela, (Melissa Roxburgh) una poliziotta molto giovane, che solo per caso, ha scelto di prendere quel volo di ritorno dalla Jamaica, insieme a suo fratello Ben e a suo nipote Cal, un bambino di circa 10 anni, malato di leucemia. Micheala, sarà la prima ad indagare sul volo 828, sulla tempesta di fulmini che ha fermato il tempo proprio nel momento in cui erano sospesi nel vuoto e sulle chiamate, le voci, che sente nella testa. La poliziotta scoprirà che esistono diversi fattori che accomunano i passeggeri di quel volo, in primis le voci stesse, che rappresentano delle missioni che i passeggeri sono chiamati a compiere, per il bene comune, cosi come il marcatore di sangue, presente nel DNA di tutti coloro che erano sul volo 828.

Il mistero si infittisce, quando le chiamate vengono scoperte anche dagli altri passeggeri, alcuni dei quali, dopo aver raccontato quello che gli stava succedendo, scelgono il suicidio. Tra questi, il comandante del volo 828, che è convinto di essere vittima di una cospirazione del Governo. Le tre stagioni, sono ben articolate e volte a spiegare diversi aspetti anomali di quanto accaduto quel giorno su quel volo. Le morti e le nuove scoperte, le dinamiche relazionali ripristinate o distrutte sono parte del quadro, dell’intero quadro, ma non giungono ad un finale.

 

Il pubblico di Netflix e non solo, ha spinto verso una quarta stagione, che è stata effettivamente girata e che verrà trasmessa entro il 2022. Sarà composta di 20 puntate, suddivise in due parti, che porteranno al finale, che spiegherà in modo chiaro tutta la serie e i suoi misteri.

The Crown 5, su Netflix: tutte le anticipazioni

The Crown 5
The Crown 5: anticipazioni

The Crown 5 arriva nel 2022: la serie Netflix che racconta della reggenza della regina Elisabetta II, giunge alla sua quinta stagione. Dall’incoronazione, al matrimonio con Filippo, il duca di Edimburgo, alla nascita dei quattro figli, che a loro volta sono cresciuti e hanno avuto mogli e figli. Alleanze, tradimenti, rotture e nuove unioni: sullo sfondo la storia di un Paese, forte, meraviglioso, governato da un altrettanto meravigliosa sovrana. Nelle prime due stagioni, il ruolo della Regina è stato interpretato da Claire Foy, che per la sua sublime e credibilissima interpretazione, si è aggiudicata un Golden Globe e diversi apprezzamenti positivi da parte della critica.

 

Nella terza e nella quarta stagione, la regina Elisabetta è stata interpretata da una superlativa Olivia Colman; Anche lei, acclamatissima per la sua interpretazione. Per la prossima stagione, l’attrice che vestirà il ruolo della reggente sarà affidato ad Imelda Staunton, che ha preannunciato attraverso i social diverse notizie sulla serie. Nella quarta stagione, sono entrati nuovi personaggi e nuove storie: molto è ruotato attorno alla reggente, che ha dovuto affrontare nel suo “anno orribile”, -cosi lo definì- l’incendio del Castello di Windsor e le dimissioni del suo Primo Ministro. Nella sua famiglia invece, suo figlio Carlo sposa Diana, ma il loro matrimonio, ha vita breve. Nella quarta stagione, i riflettori sono stati puntati su Lady D, sulla sua storia, i suoi figli, le sue angosce, il suo impegno sociale e sulla sua vita privata. E’ in lavorazione dal 2021, The Crown 5.

 

In questa quinta stagione, verrà raccontata la fine del matrimonio con Carlo. Verrà inoltre raccontata l’intervista a Panorama della BBC della principessa, che dichiarerà “Eravamo in tre in questo matrimonio, quindi era un po’ affollato”, accusando cosi pubblicamente suo marito dei suoi continui tradimenti. Nella quinta stagione, verrà inoltre narrata la morte di Lady D, e tutti gli eventi che ruoteranno attorno a questo dramma. Jonathan Price, noto per aver interpretato “L’alto Passero” nella serie “The game of Thrones” interpreterà Filippo, mentre Elizabeth Debicki sarà la principessa Diana. Dominic West sarà Carlo d’Inghilterra, mentre Camilla, sarà vestita da Olivia Williams.

La serie  che ha avuto un grandissimo successo, prevedeva di concludersi con la quinta stagione. In realtà dopo diversi cambiamenti, è stato confermato che a seguito di The Crown 5, ci sarà la sesta stagione, che sarà quella conclusiva. L’ideatore Peter Morgan, ha infatti spiegato che la serie di concluderà alle soglie del 2000, escludendo i fatti accaduti negli ultimi 20 anni, come i matrimoni di Kate e William e la nascita dei loro figli, cosi come quello di Harry e Meghan.

Carla: la pellicola che racconta della più grande etoile di tutti i tempi

Carla
“CARLA”
con Alessandra Mastronardi,
il primo film sulla vita di Carla Fracci
Una coproduzione Rai Fiction – Anele, per la regia di Emanuele Imbucci, realizzato con la consulenza diretta di Carla Fracci, Beppe Menegatti e Luisa Graziadei, girato tra Roma, Orvieto e Milano e, per la prima volta in assoluto per un progetto fiction, con riprese all’interno del Teatro alla Scala.
Sono iniziate a Roma le riprese di “Carla” con Alessandra Mastronardi nel ruolo di Carla Fracci, il primo film tv sulla straordinaria vita della più grande ballerina italiana di tutti i tempi. Una coproduzione Rai Fiction – Anele, diretto da Emanuele Imbucci e prodotto da Gloria Giorgianni con Fabio Scamoni, in onda prossimamente su Rai1.
Liberamente ispirato all’autobiografia di Carla Fracci “Passo dopo passo – La mia storia” e realizzato con la consulenza diretta della stessa Carla Fracci, del marito Beppe Menegatti e della loro collaboratrice storica Luisa Graziadei, il film ripercorre il percorso umano e professionale di un’icona della danza mondiale, universalmente riconosciuta come una delle più grandi étoile del XX secolo e definita nel 1981 dal New York Times “prima ballerina assoluta”.
Dopo le prime settimane di riprese a Roma e Orvieto, il set si sposterà a Milano e in particolare al Teatro alla Scala che, per la prima volta nella sua storia, apre le porte a una produzione fiction permettendo di girare all’interno dei suoi storici e prestigiosi spazi, per celebrare un’artista che proprio nell’accademia di danza del Teatro alla Scala ha mosso i suoi primi passi nel 1946, diplomandosi nel 1954 e diventando prima ballerina nel 1958. La sua passione unica, una grazia assoluta e una tecnica impeccabile l’hanno portata alla consacrazione internazionale, calcando i palcoscenici più importanti del mondo ed incantando gli amanti della danza di tutto il pianeta. Il racconto parte dalla storia di una Carla bambina nell’immediato dopoguerra, poi adol

Carla, è la pellicola interamente dedicata alla vita della più grande Etoile di tutti i tempi, Carla Fracci. In programmazione per l’8, 9 e 10 novembre 2021 nelle sale cinematografiche italiane, il film sarà poi trasmesso dalla Rai a dicembre 2021. Carla è un racconto di ampio respiro, che scava nelle viscere, che è profondo, emozionante, esaltante in ogni suo aspetto: la danza come arte, come espressività, come linfa vitale, quella linfa che scorreva nelle vene di Carla (Alessandra Mastronardi), sin da bambina, quando osservava le libellule volteggiare bel sole della campagna, immaginando di danzare cosi, libera, nell’aria. E’ la campagna di un’Italia che è in ginocchio a causa della guerra, distrutta e piegata, ma non spenta. E’ in questo quadro, che si colloca l’infanzia della giovane danzatrice, che in poco tempo, entra a far parte della Scala di Milano, per poi calcare le assi dei palcoscenici di maggiore prestigio, a Londra e a New York.

 

Carla Fracci è superlativa: il suo mondo è leggero, delicato, perfettamente armonico. Iconica, nella sua leggiadria e bellezza, diventa un riferimento nel panorama mondiale della danza classica, e allo steso tempo iconica per il suo essere combattiva e anticonformista. Carla Fracci, ha roto diversi schemi, battendosi per diversi diritti sulle donne, e diventando cosi emblema del femminismo e della femminilità in assoluto. Nonostante fosse diventata la dea della danza in tutto il mondo, decide di diventare madre. Il film, si concentra anche su questa parte, assolutamente importante della vita della danzatrice, che nonostante l’impossibilità di conciliare la gravidanza con il lavoro, decide comunque di andare fino in fondo.

 

E cosi Carla sarà madre, ma non rinuncerà alla sua danza: dopo aver ripreso a danzare, porterà in scena “Lo Schiaccianoci”, preparato insieme al suo compagno e partner, Nurayev, in soli cinque giorni. Una sfida, che solo una grande come Carla Fracci avrebbe potuto portare a termine con successo. La dea, viene raccontata dal regista Imbucci, come un’icona contemporanea, per le sue battaglie, per il suo conclamato anticonformismo, per la sua tenacia, per la sua vita che è stata un’escalation di successi. Un omaggio dunque, ad una donna italiana che ha fatto dell’arte della danza la sua vita.

 

Un omaggio che non vuole essere scontato in alcun modo. E’ un omaggio che è veritiero, non cronologico, ma ricco di flashback e flashforword, che ripercorre in modo non lineare la vita della protagonista, dandole il giusto afflato.

 

 

Diego Armando Maradona su Netflix

Ormai è notizia nota: IL calcio, colui che ha reso questo sport una passione sfrenata divenendo il simbolo per eccellenza, Diego Armando Maradona è morto. Tra i tanti proseliti in suo favore, noi magari vogliamo ricordarvi che se volete guardare qualcosa che sia documentario o film in suo onore allora potete trovare due produzioni su Netflix. Due appassionanti documentari per tutti quelli che vogliono conoscere la storia del calciatore, tra mito ed ombre.

MaradoNapoli

Il primo documentario risale al 2017 e parla del periodo storico per la società sportiva calcio Napoli quando ebbe in squadra Maradona sin dall’esordio del 1984. Il film ricalca tutto il periodo in cui si è soffermato sulla città che più di tutte lo ama ed osanna, tanto che ad oggi sono stati segnalati numerosi cortei funebri (che in sto periodo mannaggia mannaggia era meglio evitare) questo solo per dirvi quanto questa città sia legata a lui. Tanto che si sta già pensando di dedicargli lo stadio cambiando nome da San Paolo al Stadio Diego Armando Maradona. Comunque tornando al documentario potete trovarlo su questo link o cercandolo direttamente da Netflix per rivivere tutto il periodo d’oro del Napoli fino alla vittoria dello scudetto. È un documentario che si consiglia agli amanti dello sport in generale, a prescindere dal colore della maglia, per riconoscerne la grandezza del calciatore che è stato. Il regista che si è occupato di questo documentario è Alessio Maria Federici.

Diego Maradona

L’altro documentario che potete trovare sempre su Netflix, su questo link, parla più della vita che ha vissuto il calciatore. Tra grandi successi ed ombre che lo hanno poi accompagnato per tutta la sua breve vita. Un viaggio nell’io di un uomo divenuto leggenda che mette in risalto la parte umana di quello che è stato in primis proprio un essere umano. Questo è più recente datato 2019 e porta la regia di Asif Kapadia. Anche qui si parla del suo passaggio dal Barcelona al Napoli e di tutti gli eccessi che si sono susseguiti nei suoi sette anni di permanenza nella città. Una serie di immagini presentate attraverso l’archivio personale del calciatore argentino.

 

Free Guy con Ryan Reynolds subisce l’onta del coronavirus

Ryan Reynolds era quasi pronto per esplodere ancora una volta, con la sua spiccata ironia, nei cinema con il film Free Guy. Purtroppo però il progetto ha subito un rimando a “data da destinarsi” con il rischio di subire una triste cancellazione a tempo indeterminato.

Free Guy –  Eroe per gioco è questo il titolo completo del film. La storia di un cassiere di banca che si rende conto di essere un personaggio all’interno di un videogioco chiamato Free City. L’uomo decide, così, di trasformarsi nell’eroe della propria storia. Il film è liberamente ispirato al mondo di GTA Grand Theft Auto, titolo di punta di Rockstar Games, essendo ambientato sia in una singola città “Free City” sia per la morale molto bassa per le situazioni a cui è sottoposta. Nel cast oltre a Ryan Reynolds ci sono Joe Keery, Lil Rel Howery, Utkarsh Ambudkar, Jodie Comer e Taika Waititi. Alla regia invece troviamo Shawn Levy che ha prodotto Stranger Things, mica pizza e fichi.

Le motivazioni

A quanto pare Disney ha deciso di rimandare il film a “data da destinarsi” in precauzione alle norme anti-covid messe in atto dai Governi internazionali. Con migliaia di cinema chiusi, il rischio di perdita è elevato e per una produzione ad alto budget è un problema non da poco e soprattutto un rischio che non si può correre. Indubbiamente seppur la motivazione sia valida, la delusione è papabile e va ad intaccare tutto il delicato equilibrio (anche per cose più importanti) che questa pandemia ci sta sempre di più distruggendo. L’unica bella notizia potrebbe essere che la casa di Topolino decida di lanciarlo sulla propria piattaforma Disney+, come ha già fatto per alcuni film e permettere di visionare questo film che sinceramente non vediamo l’ora di vedere e che aspettiamo già da diverso tempo. D’altronde vi basta aver visionato questo trailer per capire il reale potenziale intrattenitivo e soprattutto divertente che questo film possiede. In un periodo dove i videogiochi poi sono all’apice, forse potrebbe essere sbagliato rimandarlo. Siamo sicuri che Camiciola Guy è l’eroe di cui tutti abbiamo bisogno, perché effettivamente in un videogioco saremmo tutti un po’ come lui.

Guarda il teaser trailer di Diabolik dei Manetti Bros (video)

Diabolik dei Manetti Bros sta per arrivare e Luca Marinelli, nei panni del protagonista, è al centro della tensione hype esplosa nelle ultime ore. Il film uscirà nelle sale il 31 dicembre 2020.

Nel teaser trailer appaiono chiare le atmosfere che troveremo nel film: auto d’epoca, toni scuri e tensione vintage: Miriam Leone sarà Eva Kant e Valerio Mastandrea l’ispettore GinkoDiabolik dei Manetti Bros è prodotto da Mompracem e Rai Cinema con la collaborazione di Astorina, la casa editrice delle sorelle Angela Luciana Giussani che crearono la fortunatissima serie di fumetti sul ladro mascherato e affascinante.

Nel cast troviamo anche Alessandro Roia, Serena Rossi, e Claudia Gerini. Di seguito la trama del film riportata da Movie Player:

Clerville, anni ’60. Diabolik, un ladro privo di scrupoli la cui vera identità è sconosciuta, ha inferto un altro colpo alla polizia, sfuggendo con la sua nera Jaguar E-type. Nel frattempo c’è grande attesa in città per l’arrivo di Lady Kant, un’affascinante ereditiera che porterà con sé un famoso diamante rosa. Il gioiello dal valore inestimabile non sfugge all’attenzione di Diabolik che, nel tentativo di rubarlo, rimane incantato dal fascino irresistibile della donna. Ma poi la vita stessa del ladro è in pericolo: l’incorruttibile e determinato Ispettore Ginko e la sua squadra hanno trovato il modo di intrappolare il criminale, e questa volta Diabolik non sarà in grado di uscirne da solo.

Nei mesi scorsi era spuntato un il primo teaser poster del film che confermava le voci di corridoio: Luca Marinelli interpreta Diabolik. Oltre al poster era stata pubblicata anche la prima immagine del film, con la mano di Marinelli che brandiva un pugnale di fronte all’inconfondibile Jaguar E-type. Il Diabolik dei Manetti Bros è già un film attesissimo, insieme a Freaks Out di Gabriele Mainetti.

C’è chi nella nuova opera dei Manetti vede un taglio pulp, complice la trasposizione di un vecchio classico nell’epoca contemporanea ma anche il talento indiscusso dei protagonisti. Diabolik dei Manetti Bros è la prima versione cinematografica del fumetto delle sorelle Giussani, anche se esiste una versione di Mario Bava uscita nel 1968 di cui, però, si parla ben poco. Guarda il trailer a questo indirizzo.

007 No Time to Die rinviato al 2021, i produttori: “Sappiamo che siete delusi”

007 no time to die

007 No Time to Die è stato rinviato al 2021. Ennesimo slittamento per il nuovo capitolo della saga con Daniel Craig nei panni di James Bond (per l’ultima volta). Il film, infatti, era stato rinviato ad aprile 2020 per poi essere posticipato a novembre. Nelle ultime ore la produzione firmata da Michael G. WilsonBarbara Broccoli ha confermato che l’arrivo nelle sale del film è stato posticipato all’anno venturo.

Un colpo basso per i fan in hype, ingannati dall’uscita del video della colonna sonora ufficiale cantata dalla popstar Billie Eilish. La nuova data sarà il 2 aprile 2021 e gli stessi produttori promettono“Sappiamo che i fan saranno delusi da questo ennesimo rinvio, ma vi promettiamo che l’anno prossimo potrete vedere il film”.

Il triste annuncio è stato dato dal regista Cary Fukunaga:

I produttori di MGM, Universal e Bond, Michael G. Wilson e Barbara Broccoli hanno annunciato che l’uscita di ‘No Time to Die’, il 25° film della serie di James Bond, sarà rimandata al 2 aprile affinché possa essere visto dal pubblico in sala. Comprendiamo che il ritardo sarà deludente per i nostri fan, ma ora non vediamo l’ora di condividere ‘No Time to Die’ per il prossimo anno.

La pandemia e l’emergenza COVID19 hanno particolarmente modificato le dinamiche e l’iter di uscita nelle sale dei film. Cinema e musica, negli ultimi mesi, hanno dovuto ridimensionare le uscite e le nuove produzioni: nuovi album di artisti e nuovi lungometraggi, per non parlare dei festival e dei grandi eventi, hanno dovuto riformulare la programmazione per rispettare le norme anti COVID dei vari Paesi.

Di seguito la trama di 007 No Time to Die:

No Time To Die, film diretto da Cary Fukunaga, racconta di come l’agente 007 James Bond (Daniel Craig), ormai ritirato dal servizio, viva un’esistenza tranquilla in Giamaica, lontano dalle avventure e i pericoli che hanno contornato la sua carriera da spia. Questa sua serenità e pace dei sensi, però, dura davvero poco, perché viene disturbata improvvisamente dalla comparsa di Felix Leither (Jeffrey Wright), un vecchio amico di James che lavorava insieme a lui per la CIA. L’uomo si è messo in contatto con Bond per un motivo ben preciso, ovvero chiedergli aiuto per una missione: liberare uno scienziato rapito.
Ma l’impresa si rivela più delicata e rischiosa del previsto, la ricerca dei sequestratori, infatti, porterà lo 007 sulle tracce di un supercattivo in possesso di una nuova tecnologia che potrebbe mettere a serio rischio il pianeta.