Gerontophilia, recensione

di Cinemaniaco Commenta

Il Bruce LaBruce che non ti aspetti. Esule dal porno, dal trash, dall'horror. Innamorato e romantico. Quasi Mainstream. Il fare provocatorio del controverso regista, palesato nelle sue precedenti e criticatissime opere, tuttavia rimane tale e quale grazie alla storia portante del film: quella tra Lake e Melvin. Un ragazzino e un anziano che stanno insieme e che giustificano il forte titolo.

Quando c’è di mezzo il controverso regista Bruce LaBruce una cosa è certa: non ci si annoia mai. L’autore di “Otto” ed “L.A. Zombie” torna con “Gerontophilia” e già il nome è come si suol dire ‘tutto un programma’. La storia riguarda Lake e Melvin. Lake ha diciott’anni e una fidanzata leggermente sbadata di nome Desirée.

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Da qualche tempo Lake ha preso servizio in una clinica per anziani grazie all’intercessione di sua madre Marie, quarantenne immatura e dalla morale decisamente disinvolta. Sul posto di lavoro, Lake conosce Melvin, ex attore teatrale meticcio di cui nel giro di pochissimo tempo si ritroverà perdutamente innamorato. Nulla di strano, se non fosse che Melvin ha ormai superato l’ottantina. Inizia così la “Gerontophilia” che giustifica il titolo del film.

Un nuovo modo di scatenare polemiche

In pillole è questa la trama dell’ultima opera di LaBruce. Il controverso LaBruce. Qualcuno ricorderà le polemiche su “L.A. Zombie” nel corso della sua presentazione in anteprima al Festival di Locarno. La critica lo ritenne un film esagerato: troppe scene di sesso esplicito, troppe scene splatter. Tutto, peraltro, in un unico calderone. Le premesse per andare incontro a nuove polemiche con “Gerontophilia“, considerata la vicenda che lega Lake e Melvin, ci sono tutte.

Dal trash al cinema classico

Eppure, quella del regista canadese non vuole essere una provocazione disturbante (ammesso che l’amore tra un giovine e un anziano dello stesso sesso possa disturbare qualcuno). LaBruce offre una pellicola matura, le cui atmosfere esulano dai toni cupi, crudeli, torbidi che avevano caratterizzato “Otto” e “L.A. Zombie“. “Gerontophilia” strizza l’occhio al cinema classico e alla commedia romantica.

Il giudizio del CineManiaco

Gerontophilia“, strano a dirsi, è una storia d’amore semplice. A volte anche banale. Volutamente superficiale, in contrasto con l’impossibilità di un legame tra i due protagonisti imposta dai clichet. Ed è, nel contempo, una storia coraggiosa. Affronta un tabù che troppe volte è stat pericoloso: il ‘problema’ (?) dell’amore tra persone con una forte differenza di età. Il tutto senza l’utilizzo di scene hard. Perché? LaBruce sapeva di andare incontro ad un atto (per forza di cose) provocatorio soltanto esponendo la tematica. Corroborarlo di scene di porno esplicito, però, sarebbe stata la vera provocazione.

Via dunque il trash, che tanto ha caratterizzato i lavori precedenti. Via lo splatter, il porno. Se si deve scandalizzare, questa volta, si deve scandalizzare con l’amore impossibile. “Gerontophilia, dunque, è un film maturo. Studiato per un target ampio, lontano dalle nicchie delle precedenti pellicole e dalle incursioni del mondo horror e del mondo dell’eros.

Di conseguenza, sulla scacchiera della sua carriera, LaBruce con “Gerontophilia” ha messo a segno una mossa vincente: pur non rinunciando agli elementi più tipici del suo cinema, il regista canadese ha disegnato una storia per strizzare l’occhio al mainstream. Questa volta, insomma, “lasciamolo stare”…
Voto: 7

Scheda del film

GENERE: Drammatico
REGIA: Bruce LaBruce
SCENEGGIATURA: Bruce LaBruce, Daniel Allen Cox
ATTORI: Pier Gabriel Lajoie, Walter Borden

Trailer

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