Planet 51, recensione

di Pietro Ferraro 13

Sul pacifico pianeta 51, dove risiede una comunità di alieni in puro stile Happy days con tanto di drive-in, fast food e cadillac, la vita scorre tranquilla tra una festa cittadina, il lavoro e l’ultimo B-movie con invasori extraterrestri che mangiano cervelli e trasformano la gente in zombie.

Tra le famiglie di questa comunità c’è quella di Lem, il classico ragazzotto timido, innamorato di un ragazza che lo ricambia, ma a cui non riesce a dichiararsi e con un passione per lo spazio che lo porta ad ambire ad un impiego nel planetario cittadino.

Lem non sa che presto la sua vita verrà sconvolta del capitano Charles Baker, astronauta che con il suo modulo spaziale piomberà nel bel mezzo della città, scatenando il panico e attirando l’attenzione di un esercito pronto a debellare la tutt’altro che pericolosa minaccia aliena.

Si rischia un overdose da citazione in questo delizioso cartoon spagnolo che sfoggia una pregevole fattura tecnica, non c’è davvero tregua si comincia con un incipit tra Mars attack! e La guerra dei mondi, per poi passare in rassegna mezzo secolo di cinema fantascientifico, da Ultimatum alla Terra, passando per l’immancabile E.T., finendo per parodiare addirittura il terrificante Alien, insomma per i cultori del genere che decideranno di vedere il film c’è davvero da divertirsi.

Parlo di cultori, perchè sicuramente i più piccini non coglieranno queste sottigliezze, ma non rimarranno certo delusi, per loro una coloratissima fauna aliena, una versione Mission to Mars del robottino Wall-E ed un look davvero accattivante che non mancherà di tenerli occupati per tutti e novanta i minuti che scorreranno via senza troppi intoppi.

Planet 51 si è rivelato una graditissima sorpresa, non siamo di fronte ad un capolavoro di originalità, ma rimane il fatto che questo meltin pot di cinema, fumetti, tv, e sci-fi conquista sin dalle prime sequenze, certo se dobbiamo proprio cercare il pelo nell’uovo la sequela infinita di citazioni che rubacchiano a destra e a manca nasconde una certa mancanza di originalità e la latitanza di una storia con una propria identità, ma in fondo se alla fine della visione ci si alza soddisfatti e divertiti, importano davvero poco tutte queste sottigliezze tecnico/critiche applicate a quello che è puro e semplice entertainment, che in questo cas0 centra perfettamente il suo obiettivo, catturare l’attenzione dei più piccini, ammiccando e parodiando l’immaginario degli adulti.

Commenti (13)

  1. Un film che ha sprecato un’ottima idea nella sceneggiatura (della dreamworks) e un’ottima squadra d’animazione. purtroppo i film d’animazione come questo non riescono ancora a coniugare intrattenimento per la fascia più giovane di spettatori e la complessità narrativa che necessita il pubblico adulto… un’occasione persa

  2. @ brucewoland:
    Il cartoon perfetto a cui ti riferisci è una sorta di Santo Graal cinefilo, in qualche modo lo sbilanciamento è inevitabile, che a soccombere sia la parte più ludica e infantile o la sottigliezza ricercata per ammiccare all’immaginario dello spettatore adulto, si finisce sempre per parteggiare, certo Planet 51 ha la pecca di sbilanciarsi troppo verso un pubblico adulto, sacrificando in parte il coinvolgimento dei più piccini, resta il fatto che il film intrattiene piacevolmente e vale in toto il prezzo del biglietto, il che di questi tempi non mi sembra poco.

    Grazie del commento e un saluto.

  3. @ Pietro Ferraro:
    guarda, io invece credo che questo film abbia sprecato una grande idea (ET capovolto) solo per intrattenere i bimbi (il percorso di formazione del protagonista, la sua cotta per la bella, i cattivi, il cucciolo-robot) invece di approfondire le differenze e le affinità del mondo alieno col nostro sistema socio-culturale. al contrario, un film come Coraline è riuscito benissimo a conciliare immaginario dei ragazzini e tematiche adulte, regalandoci un gran film d’animazione che ha fatto senza dubbio scuola.

  4. @ brucewoland:
    Si penso di capire cosa intendi e concordo con te, ma un approfondimento in tal senso avrebbe sbilanciato ancor più i conenuti verso gli spettatori piu adulti, concorderai con me che le citazioni, gli omaggi e irimandi a classici come La guerra dei mondi o piuttosto che Ultimatum alla Terra rimangono alquanto astrusi per i più piccini e se guardi bene sono la spina dorsale dell’intero film insieme alla ricostruzione degli anni ’50 americani, per quanto riguarda Coraline che considero un vero gioiello, ha contenuti che non sono molto adatti ad un pubblico di bambini pur pescando a piene mani nel loro immaginario, tematiche troppo dark e personaggi dal look davvero poco rassicurante ne fanno un cartoon altro, che come già detto dimostra che un film d’animazione che misceli perfettamente i due mondi accontentando entrambe le esigenze è materia davvero difficile da gestire.

  5. @ pietro ferraro:
    eheh, concordo con te. ti dico solo che a volte sottovalutiamo la potenza d’immaginario dei bambini e al contempo la loro capacità d’addentrarsi nella narrazione. ho visto coraline con una bimba di 8 anni. ha visto il film 4 volte consecutive! secondo me i film d’animazione devono osare e solo in questo modo potremo gustarci opere magnifiche che sapranno mixare le varie necessità artistiche e creative 😉

  6. @ brucewoland:
    Direi che siamo d’accordo 🙂

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