L’aereo più pazzo del mondo compie trent’anni

di Pietro Ferraro 3

In un periodo in cui i cosiddetti spoof-movies o se preferite parodie cinematografiche escono a ripetizione e sinceramente si rivelano sempre più pellicole di mediocre se non infima qualità, vedi i recenti Epic e Disaster movie, oggi vogliamo celebrare i trent’anni del classico anni ’80 L’aereo più pazzo del mondo, uno dei capostipiti del genere demenziale che ha aperto la strada a decine e decine di parodie che nel corso di un trentennio hanno trasformato un filone in un vero e proprio genere con tutti i crismi.

Tutto inizia nel 1980 quando i fratelli David e Jerry Zucker e l’inseparabile amico Jim abrahams decidono di creare una parodia nella parodia, partendo da uno script basato su Zero Hour! film della Paramount datato 1957 e realizzato durante le rappresentazioni teatrali che il terzetto, conosciuto all’epoca come ZAZ,  metteva in scena per il Kentucky Fried Theater.


Lo script subì molti rimaneggiamenti dalla sua stesura originale, vi erano parecchi finti spot pubblicitari tra una sequenza e l’altra che vennero prima ridotti e in seguito eliminati del tutto, decisivo fu il supporto dell’amico John Landis che all’epoca consigliò e incoraggiò il terzetto aiutandolo a rendere più vendibile il copione.

Una volta convinta la Paramount a produrre il film si passò a reclutare il ricco cast che vedeva tra gli altri Leslie Nielsen che diventerà l’attore-feticcio del trio e che ritroveremo protagonista assoluto nella trilogia Una pallottola spuntata, Lloyd Bridges che ritroveremo nel dittico Hot Shots!, uno dei tanti film ispirati dal classico dei fratelli Zucker e il Peter Graves protagonista del Mission Impossible televisivo.

L’aereo più pazzo del mondo resta ad oggi un punto di riferimento per il genere, ed oltre ad essere stato più volte omaggiato sul piccolo e grande schermo è stato inserito dall’American Film Institute tra le cento commedie più divertenti di sempre.

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