La fabbrica di cioccolato, recensione

di Pietro Ferraro 5

 Willie wonka (Johnny Depp), il più famoso fabbricante di dolci e cioccolata del mondo, annuncia che aprirà le porte della sua misteriosa fabbrica delle meraviglie a cinque fortunati ragazzini che troveranno altrettanti inviti nascosti nelle famose tavolette di cioccolato Wonka, i ragazzini potranno portare con loro solo un adulto che li potrà accompagnare nel tour guidato.

Uno dei cinque biglietti finirà nella mani di Charlie Bucket (Freddie Highmore), un bambino povero che vive in una catapecchia alla periferia della città, Charlie è circondato dall’amore della sua famiglia, tra questi l’amatissimo nonno, sarà proprio quest’ultimo ad accompagnarlo alla fabbrica.

Il tour ha inizio, i cinque ragazzini attraversano la fabbrica tra meraviglie golose, piccoli aiutanti magici e perigliosi esperimenti, solo Charlie resisterà alle innumerevoli tentazioni della fabbrica e Wonka lo designerà nuovo direttore, ma il nuovo lavoro di Charlie ha un prezzo, abbandonare la sua famiglia con la certezza di non rivederla mai più.

Il geniale Tim Burton mette nuovamente mano ad un classico, già ci aveva piacevolmente sorpresi con Il pianeta delle scimmie, e riesce ad infondergli una nuova e intrigante miscela di tecnologia e fascino retrò, che solo gli occhi e la passione di un eterno Peter Pan come lui avrebbero potuto rendere visivamente così efficaci.

In origine un libro, poi la visionaria trasposizione cinematografica con Gene Wilder, per molti un vero classico natalizio, e adesso un geniale omaggio che è al contempo anche una personale rilettura dalle mille suggestioni che libro e film ci hanno regalato nel corso della nostra infanzia.

Grazie al camaleontico Johnny Depp, attore feticcio di Burton in questo caso decisamente più inquietante del folle e cinico Wilder/Wonka dell’originale, al piccolo/grande Deep Roy moltiplicatosi per l’occasione in un intera tribù di Oompa Loompa, e la magica colonna sonora di Denny Elfman, compositore in perfetta simbiosi con l’immaginario burtoniano, il film viaggia su livelli altissimi, complesso e al contempo coinvolgente spettacolo per grandi e piccini, che non mancherà di risvegliare il piccolo Charlie che è in tutti noi.

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