La bella addormentata nel bosco, recensione

di Pietro Ferraro 2

In un regno lontano la consorte del sovrano Stefano da alla luce la piccola Aurora al cui battesimo vengono invitati ospiti da tutto il regno tranne la strega Malefica, quest’ultima si presenta ugualmente alla cerimonia e lancia un ‘incantesimo di morte sulla piccola che sarà così condannata a morire alla celebrazione del suo sedicesimo compleanno.

La principessa, in vero, crescerà in grazia e bellezza. Amata da tutti coloro che la circondano. Ma… prima che il sole tramonti sul suo sedicesimo compleanno, ella si pungerà il dito con il fuso di un arcolaio e morrà!

Aurora per la sua incolumità verrà allontanata dai genitori e affidata alle tre fate madrine Flora, Fauna e Serenella che la vedranno crescere e innamorarsi del principe Filippo, fino alla fatidica data che segnerà la vita della ragazza.

Infatti scovata la ragazza Malefia riuscirà ad incantarla e a farla pungere con un fuso magico che avrebbe dovuto porre fine alla vita di  Aurora, ma a suo tempo un contro-incantesimo lanciato di una delle fate madrine farà si che la principessa non muoia, ma cada in un lunghissimo e profondo sonno che solo un bacio del vero amore potrà interrompere.

La Disney per il suo sedicesimo classico sceglie dopo Cenerentola un’altra fiaba tratta da Charles Perrault, stavolta però l’ambientazione medievale e una delle villain in gonnella più spaventose di casa Disney, la perfida strega Malefica,  rendono il racconto decisamente più cupo del consueto, tornando alle origini di Biancaneve e i sette nani e anticipando atmosfere che ritroveremo ne La spada nella roccia e amplificate agli estremi nel sottovalutato e ultradark Taron e la pentola magica.

Anche in questo caso come accaduto nel precedente Cenerentola si punta ad una versione arcaica ed artigianale dell’odierno Performance-capture, girando una sorta di live-action in parallelo che servirà agli animatori per riprodurre fedelmente le movenze dei protagonisti, regalando alla pellicola una sorprendente realismo.

Note di produzione: Dalla stessa fiaba venne tratto il celeberrimo balletto di Tchaikovsky, il film venne nominato agli Oscar e ai Grammy per le musiche, alla sua uscita nelle sale statunitensi il film risultò un flop, costato 6 milioni di dollari non riuscì a coprire le spese di produzione incassandone appena la metà.

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