Il re dei re, recensione

di Pietro Ferraro 1

Anno 63 A.C. Gerusalemme è conquistata da Pompeo e le sue legioni, in questo tumultuoso periodo la Giudea diventa dominio romano, Erode il grande sale al trono e la ribellione contro l’impero viene soffocata nel sangue.

Frattanto in quel di Betlemme il falegname Giuseppe e la moglie Maria, in attesa del loro primogenito, e giunti in città per il censimento saranno costretti a rifugiarsi per la notte in una stalla dove al cospetto di Magi e adoranti  pastori nascerà il futuro Messia Gesù, nascita accolta con terrore da Erode che ordinerà ai suoi centurioni la strage di tutti i nascituri costringendo Maria e Giuseppe a fuggire in Egitto.

La coppia con figlio al seguito torna in Giudea dopo la morte di Erode, sul trono c’e il figlio Antipa degno erede di suo padre per crudeltà ed ambizione, nel frattempo Gesù appena dodicenne verrà coperto dal soldato Lucio accortosi che il ragazzino è sfuggito al massacro di Betlemme, ordinando a Giuseppe di farlo censire.

Altri due decadi trascorrono, Gesù ormai nel pieno del suo percorso spirituale è diventato una leggenda, mentre un gruppo di ribelli guidati da Barabba e Giuda Iscariota assale la scorta che sta portando a Gerusalemme il nuovo governatore Ponzio Pilato, ma l’assalto fallisce.

Gesù dopo essere stato battezzato da Giovanni Battista prosegue il suo percorso di conoscenza affrontando il male e la tentazione nel deserto, nonchè il suo radunare folle e far proseliti, la sua fama aumenta così come i suoi discepoli, nel frattempo Giovanni Battista viene decapitato da Antipa, la moglie di Pilato e il soldato Lucio assistono ai miracoli del Messia, così come Giuda Iscariota che lascia i ribelli per diventare anch’egli un discepolo di Gesù.

I sacerdoti del tempio, Antipa e Pilato sono terrorizzati dall’enorme potere delle parole e dai miracoli di Gesù che sembra ormai incontrollabile. Così mentre Barabba viene catturato durante l’ennesimo assalto, Giuda consegna Gesù ai romani affinchè egli sfrutti finalmente il suo enorme potere per liberare la Giudea dal giogo romano. Gesù invece finirà processato da Pilato e consegnato da quest’ultimo al giudizio del popolo, che costretto a scegliere tra la vita di Gesù e quella del ribelle Barabba, salverà quest’ultimo condannando Gesù alla crocifissione.

Il Messia percorrerà l’ultimo tratto del suo percorso di vita subendo vessazioni e indicibili tormenti da quello stesso popolo che lo aveva adorato e seguito, verrà crocifisso sul Golgota, e tre giorni dopo la sua sepoltura, Gesù apparirà ai suoi discepoli esortandoli a proseguire il suo cammino affinchè tutti possano conoscere la parola di Dio.

Il regista Nicholas Ray, nel curricculum  classici come Il temerario e Gioventù bruciata, si approccia alla storia delle storie senza sudditanza e con un certa disinvoltura, prendendo la storia narrata nei Vangeli e dandole un’ìimpronta molto cinematografica, trasformandola in un avvincente affresco storico-politico e facendo all’epoca insorgere la Chiesa, che poi nei decenni a seguire saprà rivalutare l’impatto artistico e divulgativo della pellicola, a prescindere dalla caratterizzazioni dei personaggi e la rilettura delle figure evangeliche.

Naturalmente Il re dei re è un kolossal a tutti gli effetti, girato nel periodo d’oro di questo vero e proprio filone, caratterizzato da sontuosi costumi, suggestive location, immancabili scene di massa e tecniche di riprese all’avanguardia, questo film resta un classico senza tempo e propone una lettura della vita del Messia  molto avvincente, ponendo coraggiosamente al centro della narrazione non il Messia stesso, bensì il giogo della dittatura romana e i moti di ribellione che questa figliò, scelta coraggiosa e che ad oggi risulta senza alcun dubbio vincente.

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