I bruttissimi: Frankenfish

di Pietro Ferraro 1

Anno 2004 in preda ad una sorta di astinenza da film horror con animali e bestie geneticamente modificate ecco lasciarmi ammaliare da un titolo assolutamente geniale, Frankenfish, e come al solito quando sarebbe preferibile guardarsi un bel B-movie di quelli classici come La cosa da un’altro mondo o Il mostro della laguna nera mi faccio tentare dallla trotona killer geneticamente modificata.

Z-movie solo per l’Home video vede le gesta di un pescione gigante pronto a riprodursi che braccato dai soliti petulanti ricercatori e disturbato da pescatori chiassosi comincia a ripulire il suo habitat, in questo caso le paludi dell’umidissima Louisiana.

Allora basta rimanere sulla terraferma per scampare alle fauci del Frankenfish… macchè, il mostruoso pesce OGM può addirittura muoversi sulla terraferma(!!) quindi lo vedremo strisciare ed inghiottire anche alcuni abitanti della palude rei di aver fatto baccano ed aver attirato la mostruosità pinnata.

Non bastano certo una bella decapitazione e qualche location suggestiva per nascondere le imbarazzanti sequenze in computer animation che ci mostrano un mostro assolutamente irrealistico, ma il colpo di grazia alla già inesistente credibilità la da un finale con tanto di numerosa prole e ridicole striscianti incursioni sulla terraferma.

Il coraggioso regista Mark A.Z. Dippè, dopo la controversa trasposizione del fumetto Spawn, costatagli carriera e credibilità, qui si barcamena tra ripetitive scene di caccia al mostro e un budget da cortometraggio, ma è proprio il mostro che non funziona, proprio non si riesce ad aver alcuna paura di questa trota zannuta dalle improbe dimensioni, ci viene quasi voglia di rivalutare i Piranha volanti di Cameron!

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