Gran Torino: Clint Eastwood torna alla recitazione

di Pietro Ferraro 1

La Ford Gran Torino del titolo è solo una pretesto, l’oggetto che innesca la serie di eventi che travolgeranno, cambiandolo radicalmente , il reduce di guerra Wall Kowalsky (Clint Eastwood), che si ritrova per vicini di casa una famiglia di coreani, un popolo che la guerra combattuta per il proprio paese  gli ha fatto odiare.

Un razzista dal cuore indurito dagli anni e dalla solitudine, ma in fondo alla ricerca di redenzione. Tutto inizierà quando il figlio dei vicini, il giovane Hmong, mettera’ gli occhi sulla amata vettura del vicino, una splendida Ford Gran Torino del 1972, pezzo raro e unico amore di kowalsky, il tentativo di rubarla sarà la scintilla che farà esplodere il suo malcelato razzismo.

Clint Eastwood torna, dopo il successo di Changeling, alla realtà americana odierna, quella fatta di sobborghi e periferie, di contrasti razziali e di solitudine, di scontro tra generazioni, e questa volta oltre che nella usuale veste di regista, Eastwood si cimenta nuovamente e forse per l’ultima volta nella recitazione, primo amore che, anche se accantonato, in realtà mai dimenticato.

Ma Gran Torino, come dice lo stesso Eastwood è anche una parabola sulla tolleranza e sulla solidarietà, sulla famiglia, che Kowlasky non ha, e sorprendentemente sarà proprio la tanto odiata famiglia coreana a supportarlo nel momento del bisogno, dimenticando rancori e contrasti.

Il film è previsto nelle sale americane per i giorni a ridosso del Natale, mentre per l’uscita italiana dovremmo aspettare il 27 Febbraio 2009

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