Good: eutanasia di una coscienza

di Pietro Ferraro 1

John Alder è un docente di letteratura afflitto da problemi familiari che ne minano le aspirazioni, sposato con una donna aggressiva e dal carattere nevrotico, due figli molto esigenti e, a peggiorare il tutto, una madre affetta da demenza senile.

In germania è in ascesa il Nazionalsocialismo e nello stesso momento Alden decide di sfogare le proprie frustrazioni scrivendo un libro in cui narra le vicissitudini della madre e dipinge una sorta di smaccato e motivato appoggio all’eutanasia.

Il regime coglie al volo il caso letterario e morale in cui si e’ trasformato il libro per usarlo a scopi politici e di propoganda per i primi passi verso l’Olocausto.

Good del regista Vicente Amorim, è un’affresco storico dai risvolti umani sorprendenti, oltre alla perfetta ricostruzione della Germania nazista si esplora l’ambiguità del successo e il prezzo che si è disposti a pagare per raggiungerlo.

Viggo mortensen è il confuso Alder, che stipula una sorta di patto col diavolo in cambio di una repentina scalata al potere che gli frutterà fama e successo, ma che potrebbe costargli anima e coscienza.

Good e’ tratto da un dramma tetrale di C.P. Taylor, l’attore Viggo Mortensen durante la presentazione alla stampa della pellicola ha ricordato il disagio nell’indossare la divisa nazista e ha ribadito il suo appoggio alla libera scelta individuale riguardo l’eutanasia ed il ricorso ad un eventuale testamento biologico.

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