Fighting: recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 2

New York, Sean MacArthur (Channing Tatum) sbarca il lunario vendendo per strada quallo che capita, libri, dvd contraffatti, biglietti per eventi e merce varia, non è certo una bella vita, ma questo passa il convento, purtroppo la strada è dura e i marciapiedi sono una giungla e spesso si combatte tra poveri per un pezzettino d’asfalto.

Un bel giorno Shawn viene coinvolto in una rissa, si difende e anche bene, non sapendo che ha appena partecipato ad un provino organizzato da Harvey Boarden (Terrence Howard) un reclutatore di combattenti per incontri clandestini.

Lo scoprirà presto e  la sua vita cambierà radicalmente non appena comincerà a scalare la classifica virtuale che lo porterà incontro dopo incontro a scoprire un mondo sotterraneo tanto fascinoso quanto pericoloso, a battersi in un devastante e violento combattimento finale con il  temibile campione dei campioni e tra un una contusione e l’altra ad innamorarsi.

Fighting è molto lontano dallo sfarzo action del Lionheart di Jean-claude Van Damme o del più cool Never Back Down, qui siamo dalle parti de I gladiatori della strada con una strizzatina d’occhio a due classici con Sylvester Stallone Taverna Paradiso e il cult Rocky.

Il gigante buono di Step up, Channing Tatum è un mix del fascino fanciullesco del fratellone buono e letale dell’esordio registico di Stallone e la determinazione e ingenuità del Rocky di Avildsen.

Quello che più convince è la scelta di un regista indipendente e dallo sguardo autorale come Dito Montiel (Guida per riconoscere i tuoi santi), che punta sui personaggi più che sui combattimenti e sulla descrizione di una New York stropicciata e suburbana di indubbio fascino sporcando ad arte il look del film e rendendo gli incontri asciutti, violenti e senza troppi fronzoli o ammiccanti virtuosismi orientaleggianti.

Il film non manca di difetti, la parte romance poco incisiva, il giovane protagonista che manca della gamma espressiva necessaria e ancora in cerca di un’identità, questo però non toglie che l’intrigante aspetto street della pellicola che snobba il modaiolo e ammiccante stile videoclipparo per dedicarsi, colonna sonora compresa, al contenuto più che alla confezione mette, pur non entusismando, Fighting una spanna sopra alle più recenti pellicole del genere.

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>