Eaters, recensione in anteprima

di Pietro Ferraro 4

Dopo un incipit romeriano che ci annuncia che l’apocalisse sta bussando alla porta e che la morte cammina tra gli uomini, scopriamo che una devastante epidemia ha prima reso sterile e in seguiro annientato la popolazione femminile dell’intero pianeta, per poi mutare dando vita ad orde di affamati zombie antropofagi, lasciando i pochi superstiti che non sono nel frattempo usciti di testa a vagare in cerca di cibo e superstiti.

Insomma il mondo è diventato davvero un posticino accogliente in cui vivere, tra cadaveri ambulanti ansiosi di invitarti a cena, fanatici religiosi guidati dall’untore, una sorta di nuovo scellerato messia che si vocifera abbia dato origine al contagio, le classiche milizie di sciacalli post-apocalittici, in questo caso fedelissimi del Fuhrer e infine Igor, Alen e Gyno, terzetto di survivors, i primi due esperti cacciatori di zombie che procurano carne fresca o in questo caso morta all’amico scienziato, che dal canto suo sta cercando una cura che contrasti il contagio, utilizzando come cavia la compagna di Alen che se pur contagiata sembra aver sviluppato potenti anticorpi al mortifero retro-virus.

Naturalmente la situazione ben presto precipiterà, Igor e Alen si troveranno a fare i conti con la milizia nazistoide e scopriranno che l’untore non è chi dice di essere e che Gyno ha un piano tutto suo e un’idea piuttosto bislacca di un nuovo Eden, in cui da vero scienziato pazzo sogna una razza nuova di zecca che ibridi zombie ed esseri umani.

In Eaters di carne al fuoco ce n’è davvero tanta, i due filmakers d’assalto Luca Boni e Marco Ristori, con entrambi alle spalle la consueta gavetta tra cortometraggi e videoclip musicali, trovano nel famigerato regista tedesco Uwe Boll un solido alleato e la spinta produttiva definitiva che permetta al loro film di uscire dal limbo delle opere senza una casa, naturalmente di distribuzione, per confezionare e dare un minimo sindacale di visibilità ad un intrigante B-horror che omaggia Romero, lo splatter anni ’80, i nuovi rabbiosi contagiati di Boyle e il suo 28 giorni dopo, nonchè il  filone post-apocalittico in toto, Carpenter e 1997-Fuga da New York in primis.

Pur con evidenti limiti di budget la premiata ditta Boni/Ristori porta a casa un risultato più che decoroso, che non manca di sfoggiare spunti narrativi di alto profilo, effetti speciali di ottima fattura e un colonna sonora di spessore. ma anche difetti cronici che purtoppo affligono molte produzioni low-budget e non solo made in Italy, su tutti il comparto recitazione.

Eaters non deluderà i romeriani della prima ora che comprendono le difficoltà nel portare a casa uno zombie-movie minimamente dignitoso e chi come noi pensa che la cara e vecchia animatronica non passa mai di moda, se si riesce a metabolizzare qualche fisiologico scivolone nell’amatoriale, vedi qualche personaggio troppo sopra le righe e una recitazione altalenante che passa dal credibile all’improbabile, si potrà godere senza troppa fatica di un buon prodotto di nicchia di godibile fattura, senza alcun dubbio una spanna sopra a molti lavori di mr. Boll.

Note di produzione: le musiche sono di Justin Bennett, Stefano Rossello, Filippo Corradin, Deadly Tide, Wheels Fargo & The Nightingale, mentre gli effetti speciali sono ad opera del terzetto David Bracci/Carlo Diamantini/Enrico Galli. Il film ha avuto una distribuzione in DVD sul mercato inglese lo scorso 13 giugno con il titolo di Eaters: Rise of the Dead. (Cover DVD UK in coda al post)

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