Come non detto, recensione della commedia di Ivan Silvestrini

di Pietro Ferraro 1

Mattia (Josafat Vagni) sta per trasferirsi a Madrid per vivere con il fidanzato Eduard (Josè Dammert), una sorta di fuga che gli permetterà di vivere la sua vita senza sotterfugi e che non lo costringerà a rivelare alla famiglia di essere gay. Eduard dal canto suo è un orgoglioso sostenitore della verità ad ogni costo e così spinge Mattia a fare coming out così che la sua famiglia sia di supporto alla loro relazione.

Il giorno prima di partire per la Spagna, Eduard annuncia il suo arrivo a Roma per conoscere i suoceri (Monica Guerritore e Ninni Bruschetta), notizia che manda nel panico Mattia che se ha detto ad Eduard di aver rivelato da tempo la propria omossessualità ai genitori, in realtà non ha fatto altro che proseguire nel suo nascondersi e mentire, una situazione che l’arrivo di Eduard potrebbe trasformare in un vero disastro.

Mattia si trova così davanti ad un dilemma, scegliere di fare coming out oppure confessare al compagno di avergli mentito per tutto questo tempo? Così mentre l’arrivo di Eduard incombe come una spada di damocle sulla testa del sempre più ansioso Mattia, i suoi amici, Stefania (Valeria Bilello) e Giacomo (Francesco Montanari) proveranno in tutti i modi a tirar fuori l’amico dai guai.

Come non detto si è rivelato sin dalle prime immagini una piacevolissima sorpresa, quella di Ivan Silvestrini è una commedia oltremodo divertente, con interpreti genuini e un tocco leggero capace di affrontare una tematica importante come l’ansia da coming out con tutti i crismi di quello che gli americani hanno battezzato dramedy, dove si ride, ci si commuove e si riflette e dove la tematica gay in realtà va quasi stretta ad un racconto che tratta temi universali parlando di amore, scelte di vita e soprattutto di famiglia.

Da sottolineare la bravura dell’intero cast in cui spicca la performance sentita e toccante del protagonista Josafat Vagni, che sfrutta appieno il variegato registro emotivo messogli a disposizione della sceneggiatura di Roberto Proia, ricca di contrappunti ora ironici ora malinconici, capace di raccontare una realtà e un quotidiano che vive all’interno di molte famiglie, mostrandone difficoltà, sofferenza, ma anche un orgoglio ben percettibile, ma mai ostentato.

Come non detto è senza dubbio consigliato a chiunque ami la commedia velata da un tocco di malinconia, un’occasione per guardare oltre i luoghi comuni e gli stereotipi e scoprire una realtà in cui il concetto di diversità diventa per una volta sinonimo di uguaglianza.

Nelle sale dal 7 settembre 2012

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L’idea di raccontare questa storia nasce dall’aver notato che il cinema, quando ha deciso di affrontare il tema di un evento tragicomico come il coming out , lo ha fatto privilegiando il lato tragico a scapito di quello comico. L’evento in se ha sicuramente aspetti un po’ traumatici per chi lo dice e per chi se lo sente dire, ma la preparazione che si mette nell’arrivare al fatidico momento spesso e’ quanto di più elaborato capiti all’essere umano di organizzare. E anche buffo. (Ivan Silvestrini)

Note di produzione: la colonna sonora, composta da Leonardo Rosi, include il singolo Come non detto composto da Syria e interpretato dalla cantante con il rapper Ghemon (Gianluca Picariello).

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