Viaggio nel mondo dei cattivi: Il carisma di Joker, Hannibal e Catherine Tramell

Quando la cattiveria è celata dall’irresistibile fascino di una bellissima donna si può star certi che non vi è scampo. Catherine Tramell, è la seducente e astuta psicologa di “Basic Instinct”, film di Paul Verhoeven, interpretata da una super sensuale Sharon Stone.

basic instict

Ogni uomo cade vittima del suo sguardo spietato e le sue armi preferite sono l’intelligenza, un accavallamento di gambe che disorienta le vittime e un rompighiaccio.

hannibal-lecter-hopkinsopt

Uno che la mente umana la conosce bene e che sa apprezzare anche il corpo umano è Hannibal Lecter, il colto psichiatra interpretato da Anthony Hopkins ne “Il silenzio degli innocenti”.

Viaggio nel mondo dei cattivi: Jack Torrance e i vari psicopatici

Se persino l’animazione non può farne a meno, portando al cinema “Cattivissimo Me” e “Cattivissimo Me2”, vuol dire che la cattiveria continua inesorabilmente ad esercitare tutto il suo fascino per il grande schermo. Sono crudeli, psicopatici, decisamente fuori di testa, sono i “villain”, quei personaggi che per la loro propensione alla malvagità sono diventati i protagonisti indiscussi di film divenuti dei cult (anche grazie a loro).

shining

Sundance Film Festival 2014: un ricco cartellone per i suoi 30 anni

Il Sundance Film Festival ha ormai preso il via e si trova alla sua 30esima edizione. Correva l’anno 1985 quando Robert Redford prese il controllo dello Utah/US Film Festival che nel 1991 divenne poi Sundance Film Festival. La kermesse è tutt’oggi la principale vetrina del cinema indipendente e trampolino di lancio di molti giovani autori, gli stessi Quentin Tarantino o Steven Soderbergh sono partiti da lì. fest2014

Film in concorso a Venezia 70: Philomena

Il film, diretto da Stephen Frears, è tratto dal romanzo di Martin Sixsmith  “The Lost Child of Philomena Lee”, del 2009 e  narra  la vera storia  di donna irlandese che si mette alla ricerca di suo figlio, strappatole all’età di tre anni e “venduto” dalla madre superiora che la ospitava a una famiglia Americana.

Dame-Judi-Dench-006

Buon compleanno Superman

Colui che senza ombra di dubbio è il padre di tutti i Supereroi ha fatto la sua prima apparizione nel giugno di 75 anni fa. Era il 1938 quando comparve nell’albo ‘Action comics’ (pubblicato da Dc Comics). Creato da Jerry Siegel e Joe Shuster circa sei anni prima, l’uomo d’acciaio diventò un’icona da subito. Il suo fu un successo inarrestabile, perpetuato nel tempo e arrivato sino ai nostri giorni.

superman

Poche luci e tante ombre sugli Oscar 2013. I nostri voti

Sono trascorsi quasi due giorni dalla notte di fuoco degli Academy Le luci si sono spente ed è calato il sipario per l’edizione 2013 degli Oscar, tenutasi presso il Dolby Theatre di Los Angeles.

Una cerimonia, quella di quest’anno, che a parte alcuni (bei) momenti non ha regalato chissà quali emozioni. Non una di quelle edizioni che rimarranno indelebili.

Con un pizzico di campanilismo, in altri termini, non c’è stata nessuna Sofia Loren che ha urlato “Roberto” dopo la vittoria di Benigni, ma visti i tempi che corrono (e come corrono!) vale la pena accontentarci di una formale Michelle Obama che in collegamento dalla White House si congratula con Ben Affleck.

Proprio lui, Affleck, vince la sfida per il Miglior Film con il suo “Argo”, che dopo aver sbancato conquistando i premi pre-statuetta batte come da copione anche “Lincoln”.

Diciamolo, un po’ si sapeva. Ci sono, però, alcune cose che non potevamo sapere. Diamo, dunque, i voti:

Seth MacFarlane  – voto: 6+

Presentazione decisamente sottotono per Seth. Da lui ci si aspettava qualcosa in più, vista la sua ‘parlantina’, la sua irriverenza e la sua ironia.

Jennifer Lawrence  – voto 8

7 per la performance ne “Il lato positivo” e 1 per la caduta sulle scalette che dalla platea portano al palco.

Giuria – voto 6

Ok. Christoph Waltz meritava. Moltissimo anche. Ma siamo proprio sicuri che l’eccellente cattivo di “Django Unchained” Leonardo Di Caprio non doveva figurare nella rosa dei candidati? Era già successo ai tempi di “Inception” e “Shutter Island”. Fosse una questione di Stato italiano, qualcuno avrebbe già gridato al “Complotto!”.

Resta qualche dubbio anche sulla poca considerazione dello strepitoso esordio di Suraj Sharma in “Vita di Pi”, sul non aver premiato (anche per risollevare le sorti di un’edizione poco sensazionalistica) la bimba Quvenzhane Wallis e sull’aver snobbato Joseph Gordon-Lewitt o Marion Cotillard.

Autori – voto 4

Premessa: ormai basta un niente per dimenticarsi di chi se ne va. Le stelle, così come i talenti e i veterani, sono sempre rimpiazzati dal prossimo con una stretta di mano e un pianto ipocrita che sottende un gelido “avanti un altro”.

In altri termini, non ci si può dimenticare di commemorare, durante il momento dedicato ai filmmaker scomparsi nel 2012, personaggi del calibro di  Nagisa Oshima, Gore Vidal, Mel Stuart. Non nella patria del cinema, non durante la Notte degli Oscar.

Lincoln – voto 7 (di consolazione)

Due Oscar su dodici nomination. Forse non è più tempo di biopic su personaggi lontani dallo spazio e dal tempo moderno. Forse..

Paperman – voto 10

Lo dicevamo prima, lo ripetiamo ora. I tempi corrono (e come corrono!). A volte, bastano sei minuti (che non tutti hanno) per emozionarsi. Prendi “Paperman”: il corto della Disney è pura poesia. Onore al suo regista, John Kahars.

Oscar 2013: i momenti più significativi e il look delle star

Reduci dalla Notte degli Oscar, abbiamo ancora molta adrenalina in corpo per tutte le emozioni del Dolby Theatre. Vale dunque la pena fare un recap dei momenti salienti che hanno contraddistinto l’edizione 2013 della consegna degli Academy Awards. Vale inoltre la pena scoprire chi ha vinto e chi ha perso, ovvero concentrarci sui delusi e sui veri protagonisti di questa ‘tornata’. Molte sono le cose che ricorderemo di questa edizione degli Oscar, ed è giunto il momento di guardare le immagini provenienti da Los Angeles.

I vincitori

Non solo “Argo” che batte “Lincoln, dunque. Gli Oscar 2013 vogliono comunicarci tanto altro.

In primo luogo ad uscirne vincitori sono “Vita di Pi”, che a sorpresa porta a casa quattro statuette, e “Django Unchained”, ridimensionato in sede di nomination ma capace di portare a casa due Oscar pesantissimi: miglior attore non protagonista a Christoph Waltz e miglior sceneggiatura per Quentin Tarantino.

Christoph Waltz riceve l’Oscar

Best original screenplay per Quentin Tarantino

Il look delle Star

Curiosi di vedere come si sono presentate le star più rappresentative del cinema a questa imperdibile parata di stelle?

Il meglio del meglio sul palco del Dolby Theatre

La terza volta di Daniel Day-Lewis

Sorpresa Michelle Obama

Oscar 2013: chi ha vinto e chi ha perso

Il momento di tirare le somme sulla Notte degli Oscar appena trascorsa è arrivato. Viene da chiedersi chi ne esce a testa alta e chi invece sconfitto. Chi ha brillato? Chi ha demeritato? Quali erano le sensazioni a margine della serata? Andiamo, dunque, con ordine.

In fondo, molti di noi sapevano già. “Argo”, che ha battuto “Lincoln” portandosi a casa la Statuetta del Miglior Film nonché altre due statuette di minor valore, era arrivato alla notte degli Oscar in ‘pompa magna’, dopo aver già vinto tutto ciò che c’era da vincere.

Il suo trionfo, dunque, non è certo una sorpresa. Di contro, “Lincoln” era arrivato con ben 12 candidature al Dolby Theatre. Soltanto due di queste, una media pessima, sono state tradotte in Oscar. Spielberg e soci devono accontentarsi solo della affermazione (la terza in carriera) di Daniel Day-Lewis e della statuetta per la miglior scenografia. Poco male? No, poco e male.

Le foto dei protagonisti

C’è chi è riuscito, comunque, a fare di peggio: “Zero Dark Thirty”, anche esso candidato tra i Miglior Film, prevale solo nella categoria del montaggio sonoro. Povera Kathryn Bigelow! Resta, clamorosamente, a secco “Re della terra selvaggia”, apparsa alla vigilia come una delle possibili sorprese trattandosi di una pellicola di alta qualità.

Capitolo “Django Unchained”. Quentin Tarantino ha fatto un buon film. Ma i giurati dell’Academy of Motion Pitures, Art and Science hanno da subito messo dei paletti insormontabili. La sua versione dello spaghetti-western è stata estromessa dalle categorie che pesano sin dal momento delle nomination.

Ieri, però, “Django Unchained” si è portato a casa due premi molto imporanti: sceneggiatura originale, scritta proprio da Tarantino, e miglior attore non protagonista. Quest’ultima statuetta è appannaggio dell’immenso Christopher Waltz.

L’Amour trionfa

Si sapeva anche questo: “Amour” di Michael Haneke, candidata anche a miglior film in assoluto e alla migliore attrice, in virtù della straordinaria interpretazione dell’anziana Emmanuelle Riva, trionfa come migliore opera straniera. Meritato.

Musica, maestra

A modo suo ha vinto anche Barbra Streisand. Erano passati moltissimi anni dall’ultima apparizione agli Academy.

La regina della canzone americana è tornata, intonando il nostalgico brano “Come eravamo”. Lo ha fatto nella serata di Adele, vincitrice con la sua “Skyfall” della statuetta come Miglior Canzone.

Gino Strada felice solo a metà

Tra i corti documentari campeggiava “Open Heart”, dedicato alla attività in Sudan da parte di Emergency. L’opera, malgrado la presenza dello stesso Gino Strada al Dolby Theatre, non è riuscita però ad accaparrarsi l’ambito premio.

Bilancio

Appare, infine, interessante dare uno sguardo alle statistiche. Ecco quali erano i  film con più nomination e quante di queste si sono tradotte in statuette. Noteremo che “Lincoln” è stato letteralmente snobbato e che “Vita di Pi” è, forse, il film che esce a testa alta dopo questa edizione:

Vita di Pi: 4 su 11

Les Misérables: 3 su 8

Argo: 3 su 7

Lincoln: 2 su 12

Skyfall: 2 su 5

Django Unchained: 2 su 5

Il lato positivo – Silver Linings Playbook: 1 su 8

Amour: 1 su 5

Zero Dark Thirty: 1 su 5

Anna Karenina: 1 su 4

Oscar 2013: cosa ricorderemo di questa edizione

Era una sfida tra Argo e Lincoln, ma nell’aria il primo era il favorito sul secondo. E alla fine ha vinto. Trionfando. Il capolavoro di Ben Affleck, “Argo”, batte “Lincoln” e si porta a casa il premio Oscar come Miglior Film per questa avvincente edizione del 2013.

Tanto per non farsi mancare niente, “Argo” vince anche due statuette meno prestigiose ma comunque importanti: quella per la sceneggiatura non originale e quella per il montaggio.

E “Lincoln”?

Si diceva che Spielberg dovesse vincere l’Oscar per la Miglior Regia, che invece è stato appannaggio di Ang Lee per “Vita di Pi“.

Il film sul presidente che ha combattuto la schiavitù, concentrato sugli ultimi mesi della sua vita, trionfa. Ma non come ci si aspettava. Come da pronostici, Daniel Day-Lewis, che al Lincoln di Spielberg ha prestato il volto, vince l’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Scontato.

Meno scontato è che il suo terzo Oscar di questa categoria vinto in carriera. Tra le donne il medesimo premio è andato a Jennifer Lawrence per “Il lato positivo”. Il suo, però, più che un trionfo è stato un tonfo, data la caduta rovinosa rimediata al momento di ricevere la statuetta.

Vita di Pi sconfigge l’italiano

Ci ricorderemo di questa notte degli Oscar 2013 per tante cose. Una di queste è indubbiamente la rivincita a sorpresa di Ang Lee, il quale si aggiudica la miglior regia per il suo “Vita di Pi”, e porta a casa nel complesso il maggior numero di riconoscimenti, quattro: gli altri sono fotografia, effetti speciali e colonna sonora. Con l’ultimo “Vita di Pi” batte l’unico candidato italiano, Dario Marianelli, autore delle musiche di “Anna Karenina”.

Seth MacFarlane sottotono, ‘salvato’ da Michelle Obama

Principalmente, però, sono i due momenti per i quali ricorderemo questa Notte delle Stelle.  Senza ombra di dubbio il primo concerne la presenza, assolutamente fuori programma, di Michelle Obama. Che sorpresa! Quando siamo giunti al momento della proclamazione del miglior film in gara, infatti, il Dolby Theatre si collega in diretta con la Casa Bianca. Sul maxi schermo del luogo in cui si svolge la cerimonia appare, in tutta la sua bellezza la first lady, in abito da sera, che apre la busta dell’Academy e annuncia la vittoria di Affleck.

Polemiche da Teheran

Non è tutto oro quello che luccica sulla statuetta ad “Argo” per il Miglior Film.

A Teheran, come prevedibile, non l’hanno presa bene. Le due agenzie stampa principali del Paese, Mehr e Fars, stigmatizzano il successo del film, ambientato nel Paese all’epoca del sequestro degli ostaggi all’ambasciata americana, poiché influenzato da motivazioni di natura politiche.

Così, anche Michelle Obama presente (secondo le agenzie in maniera non casuale) diventa bersaglio delle critiche.

Perché, si chiedono a Teheran, la Obama era presente proprio quando c’era da premiare un film anti-iraniano?

La presenza della moglie del Presidente Usa ha sicuramente risollevato le quotazioni di una cerimonia avvincente ma ‘incolore’. Ci si aspettava qualcosa in più già dal suo presentatore, Seth MacFarlane. Un pizzico di irriverenza e un po’ di coraggio non avrebbero di certo guastato.

La caduta di Jennifer Lawrence

Chi ha invece avuto bisogno di essere risollevata è Jennifer Lawrence, trionfatrice con il tonfo al momento in cui doveva salire sul palco e ricevere l’ambito riconoscimento come Miglior Attrice protagonista. La sua caduta (non è peraltro la prima volta che la Lawrence da spettacolo in questo senso) è sicuramente il secondo momento per il quale ricorderemo questa edizione degli Academy.

Oscar 2013: “Argo” batte “Lincoln”

Alla fine ce l’ha fatta “Argo” di Ben Affleck a vincere l’Oscar come miglior film. Steven Spielberg è il grande sconfitto. Ma questa edizione sarà ricordata per il grande equilibrio che ha regnato: non ci sono veri trionfatori. Ang Lee e il suo “Vita di Pi” portano a casa quattro Oscar, tra cui quello per la migliore regista.

Michelle Obama annuncia che “Argo” è il Miglior Film

Come nelle previsioni il premio Oscar per il miglior attore protagonista è andato a Daniel Day-Lewis per “Lincoln”, per lui terza statuetta vinta da protagonista, un record. La statuetta per la miglior attrice a Jennifer Lawrence per “Il lato positivo”.

Il premio Oscar per il miglior attore non protagonista è andato a Christoph Waltz per “Django Unchained”, l’attore austriaco ha battuto tutte le teste di serie della sua sessione: Robert De Niro, Philip Seymour Hoffman, Alan Arkin e Tommy Lee Jones.

Scontata anche la statuetta per miglior attrice ad Anne Hathaway per “Les Miserables”.

Per la miglior regia l’Oscar lo vince Ang Lee per “Vita di Pi”, mentre Tarantino si aggiudica il premio per la miglior sceneggiatura originale.

Tutti i premi Oscar 2013

L’attesa durava dal 10 gennaio, giorno in cui sono state annunciate le nomination delle varie categorie, proprio dallo stesso Seth MacFarlane in coppia con l’attrice Emma Stone.

Ora, i verdetti di una serata che ha festeggiato degnamente il cinquantesimo anniversario della saga dedicata a James Bond con un tributo.

Miglior film

Nomination:

Amour, regia di Michael Haneke

Argo, regia di Ben Affleck

Django Unchained, regia di Quentin Tarantino

Il lato positivo – Silver Linings Playbook (Silver Linings Playbook), regia di David O. Russell

Lincoln, regia di Steven Spielberg

Les Misérables, regia di Tom Hooper

Re della terra selvaggia (Beasts of the Southern Wild), regia di Benh Zeitlin

Vita di Pi (Life of Pi), regia di Ang Lee

Zero Dark Thirty, regia di Kathryn Bigelow

VINCITORE: Argo, regia di Ben Affleck

Oscar 2013: l’attesa è finita

Tutto in una notte. Inizia il conto alla rovescia per l’assegnazione dei Premi Oscar 2013. Chiuse le votazioni, si attendono i verdetti e la loro enunciazione, che avverrà quando saranno le prime ore di lunedì 25 febbraio qui in Italia al Dolby Theatre di Los Angeles.

Negli Usa sarà ancora domenica 24 febbraio sera, e sarà la sera più importante dell’anno per il mondo del cinema.

Quella del 2013 è senza dubbio un’edizione tra le più variegate, capace di contemplare film di livello altissimo. Sono nove quelli in corsa per la Statuetta più prestigiosa. La sfida sembra, in particolar modo, concentrata su due titoli: “Argo”, del regista Ben Affleck, e “Lincoln” di Steven Spielberg. “Argo” ha già fatto incetta di tutti i premi più importanti che precedono gli Academy Awards. “Lincoln” si presenta al grande appuntamento con 12 nomination.

Per molti, ricevere una candidatura è come aver vinto. Non per Spielberg, però. Neanche per Ben Affleck. In gioco questa sera c’è l’onore, nonché una pagina di storia. Molto più che una pagina su wikipedia. Molto più del piacere di sbancare i botteghini, prassi che i due film hanno già ‘seguito’ alla lettera.

Ma la notte degli Oscar sarà anche molto altro. C’è da capire cosa porterà a casa lo “Django” liberato di Quentin Tarantino, film che si innesta nel solco della tradizione (italiana) e che vanta un cast spettacolare.

E poi c’è da premiare l’esordio di Benh Zeitlin in “Re della terra selvaggia“. Nel contempo ci sarà una celebrazione di James Bond, a cinquant’anni dall’uscita del film 007. Un anniversario che favorisce la presenza di Skyfall agli Academy. Per il film di Sam Mendes le cose potrebbero mettersi bene, vista anche la straordinaria colonna sonora e il singolo di Adele, cantante pluri-decorata che si esibirà stasera negli intermezzi e che condividerà il backstage con il mito Barbra Streisand. A tal proposito, vale la pena ricordare il ricco parterre di ospiti presenti questa sera.

Tutto, per la prima volta, sarà gestito da un outsider: Seth MacFarlane, host della Notte degli Academy ha già fatto sapere che questa sarà la sua prima e ultima volta.

Già, perché alcuni eventi sono destinati a rimanere unici. Irripetibili. Come questa sfida al vertice tra i nove film, come l’interpretazione che Daniel Day – Lewis dà di Lincoln, o ancora come il film “Il Lato Positivo“.

Tutto in una notte, dunque. E che notte!

Il conduttore degli Oscar 2013: la prima e l’ultima volta di Seth MacFarlane

La pressione sale ogni giorno di più, perché l’evento è di quelli che portano ansia da prestazione, tensioni, occhi puntati addosso e paura di sbagliare.

Per questi motivi, Seth MacFarlane, l’autore di “Family Guy” designato come host per la Notte degli Oscar, salirà sul palco del Dolby Theatre di Los Angeles tra due giorni con una certezza: l’esperienza che farà sarà unica.

Non ci sarà un bis.

In altri termini, quella di conduttore degli Academy Awards 2013 sarà per MacFarlane la prima e l’ultima volta.

L’impegno, come ha rivelato egli stesso a ‘Entertainment weekly’, è troppo grande: “Si tratta di un impiego di tempo enorme, io non credo di poterlo rifare. Sono quasi sei mesi che sto lavorando a questo spettacolo e sono ancora nelle condizioni di essere sbranato dalla stampa”.

Come volevasi dimostrare. Non tutti reggono una siffatta pressione. Ci vogliono fegato, spalle larghe e capacità di fare sempre buon viso a cattivo gioco, nonché integratori energetici e uno staff qualificato per vivere i mesi concitati che precedono gli Academy nel modo migliore.

‘Big Bang’ MacFarlane, dunque, ha già “detto stop”. Ancor prima di cominciare.

A dire il vero, un prologo questa sua esperienza lo ha già avuto. MacFarlane ha già condotto di concerto con l’attrice Emma Stone le nomination dello scorso 10 gennaio, cavandosela egregiamente, malgrado per molti si tratta di un pesce fuor d’acqua.

MacFarlane, nato il 26 ottobre 1973 a Kent, è uno di quei factotum moderni. Canta, fa il produttore, talvolta fa il regista, è un doppiatore di serie di grande successo come i “Griffin“, “American Dad!” e “The Cleveland Show”.

Non è certo l’attore nato per eccellere sul palco più prestigioso, ma in fondo (come egli stesso ha dichiarato) è lì perché sa “come rovinare tutto”.

Forse è stato scelto per questa sua vena ironica spropositata, che lo ha portato ad ottenere enormi successi, rendendo oro tutto ciò che ha toccato.

Ma chi è Seth MacFarlane?

Di questa simpatica mina vagante americana si sanno molte cose. E’ un sopravvissuto all’attentato delle Torri Gemelle. La mattina di quel maledetto 11 settembre 2001, infatti, MacFarlane doveva mbarcarsi sul volo American Airlines 11 diretto a Los Angeles da Boston. Fortuna volle che il suo agente comunicò lui l’orario sbagliato, ragion per cui MacFarlane si presentò troppo tardi al gate d’imbarco. Il suo aereo, dopo poco, venne dirottato e si schiantò contro il World Trade Center.

Per questo episodio, MacFarlane dovrebbe ringraziare Dio. Il problema è che è ateo. Amante a dismisura di capolavori quali le saghe di “Star Wars” e “Star Trek“, lo stravagante MacFarlane ha una sua identità politica.

Si dichiara fiero sostenitore del Partito Democratico statunitense, al punto da aver donato 92.100 al fine di perorarne alcune cause.

Come se non bastasse, Seth ha poi donato 10.000 $ al presidente Barack Obama e ha parlato all’Obama rally.

Cosa farà domenica sul palco più famoso del cinema?